Mattarella con i giudici: "Basta discredito sulle toghe"Sgomenti, clima pesante contro di noi"

Magistrati e Presidenza della Repubblica in coro: "Siamo affranti e sgomenti, ma bisogna porre fine al clima pesante che si è instaurato contro la magistratura"

Mattarella con i giudici: "Basta discredito sulle toghe"Sgomenti, clima pesante contro di noi"

È una ferita profonda, per la magistratura italiana: questa mattina un uomo ha aperto il fuoco al Tribunale di Milano, uccidendo tre persone e ferendone un'altra.

Tra i morti per la sparatoria il giudice fallimentare Fernando Ciampi, ucciso in un'aula al terzo piano del Palazzo di Giustizia del capoluogo ambrosiano. Immediate le reazioni di cordoglio di tutta la magistratura italiana.

A partire dal primo magistrato d'Italia, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "I magistrati, come i responsabili di altre funzioni, sono sempre in prima linea, e ciò li rende particolarmente esposti. Anche per questo va respinta con chiarezza ogni forma, anche strisciante, di discredito nei loro confronti", ha denunciato il Capo dello Stato parlando al plenum straordinario del Csm a Milano.

"È con grande commozione che prendo parola in questa seduta straordinaria, dopo l'assurda vicenda accaduta questa mattina al Tribunale di Milano - ha dichiarato commosso Mattarella che, ricordiamo, ha lavorato per anni come magistrato prima dell'elezione al Colle - Siamo qui per onorare la memoria di Fernando Ciampi, giudice probo rigoroso e intransigente. Un altro magistrato, l'ennesimo, caduto nell'esercizio delle sue funzioni. Esprimo solidarietà ai feriti, ai familiari dell'avv. Lorenzo Claris Appiani, che stava svolgendo l'importante funzione di testimone, e a quelli dell'altra vittima, Giorgio Erba, prendendo parte al loro terribile dolore. Dolore tanto più lacerante in quanto gli assassinii si sono verificati in un luogo dedicato al rispetto della legge e all'affermazione della giustizia"

L'Anm, dal proprio profilo Twitter, ha espresso "profondo sgomento e dolore" per i fatti di Milano, mentre il presidente Rodolfo Sabelli ha chiesto di "non sollevare polemiche" rispetto alla questione della sicurezza. L'uomo infatti si sarebbe introdotto all'interno del tribunale con una pistola: rimane ancora da chiarire la dinamica con cui l'arma è stata introdotta all'interno del Palazzo di Giustizia.

L'ex magistrato Gherardo Colombo, intervistato da Sky, si è detto "frastornato e sconvolto" dall'accaduto: "Conoscevo personalmente il giudice Ciampi, che si possa morire così, mentre si sta svolgendo il proprio lavoro, è assurdo - ha spiegato l'ex toga - Questo episodio è rivelatore di un clima che c'è oggi contro la magistratura. Non dico che vi sia un collegamento, me ne guardo bene, ma certamente questa continua sottovalutazione del ruolo, di svalutazione dei magistrati, contribuisce a creare un clima."

Interpellato in merito alla questione della sicurezza, Colombo ha detto di "non riuscire a spiegarsi" la vistosa falla nei controlli: "Sia l'entrata per il pubblico, sia quella per avvocati e magistrati sono controllate in modo rigoroso."

Nel pomeriggio, a chiedere di non alimentare polemiche sul tema della sicurezza è stato anche il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini: "Questo è il giorno del dolore, non delle polemiche su come è potuto accadere un fatto di tale gravità, su come è stato consentito a una persona di entrare nel Palazzo di giustizia e colpire mortalmente", ha detto il magistrato.

"Quello consumato oggi è un atto criminale gravissimo. Soprattutto per il luogo nel quale è accaduto: un tribunale della Repubblica tra i più frequentati è stato incredibilmente violato nel corso di un'udienza celebrata per amministrare giustizia in nome del popolo", ha dichiarato il numero due del Consiglio Superiore, invocando il diritto alla sicurezza per tutti gli operatori della giustizia. Contestualmente la toga ha annunciato che domani una delegazione del Csm parteciperà all'assemblea indetta a Milano dall'Anm.

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