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Anche i turchi in piazza Scala: il sit-in per liberare Hannoun

Cori pro intifada e inni alla «resistenza» davanti al Comune di Milano. Alla manifestazione si fa notare la forte componente dei «fratelli» di Erdogan

Anche i turchi in piazza Scala: il sit-in per liberare Hannoun
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Milano "Intifada fino alla vittoria", è questo il coro che anima il corteo in solidarietà di Mohammad Hannoun tenutosi ieri in Piazza della Scala a Milano. Il giordano, titolare dell'Api (Associazione dei palestinesi in Italia) è al centro della maxi inchiesta come uomo chiave della cupola di Hamas in Italia insieme ad altri suoi otto sodali. Presenti anche bandiere di Potere al Popolo e dell'Usb (l'Unione sindacale di base), mentre al microfono venivano intonate frasi in favore della resistenza, cori che inneggiano al "popolo in rivolta" e a sostegno dei detenuti. "Voi ci avete insegnato come si lotta e la vera strada da fare, la strada della verità e della liberazione, noi siamo fieri di voi", dicono gli allievi di Hannoun, che ora si stanno facendo largo in assenza dei leader che fino al momento degli arresti avevano dominato, gestito, comandato, la narrazione proPal italiana.

Presenti oltre cento persone nel presidio che poi si sarebbe unito a quello in sostegno di Maduro davanti all'ambasciata degli Stati Uniti.

I manifestanti hanno realizzato, e poi issato, cartelloni raffiguranti i nove indagati con scritto "libertà" e striscioni su cui campeggia la scritta "la solidarietà non si arresta. Liberi tutti subito. Ora e sempre resistenza". Un dettaglio interessante della piazza di Milano, differentemente dal presidio di Monza tenutosi due giorni prima per la medesima motivazione, è la forte presenza di manifestanti di origini turche. A testimoniarlo più di una macchina con targa del paese e una bandiera raffigurante la tipica mezzaluna turca con una stella a cinque punte, entrambi bianchi su sfondo rosso. E questo è un dato rilevante soprattutto nell'ottica della diffusione del movimento islamista della Fratellanza musulmana in Italia: il principale partito turco, l'Akp, è stato uno dei maggiori responsabili della diffusione del pensiero fondamentalista.

La convergenza tra l'Akp va letta come un terreno comune di principi e visione del rapporto tra religione, società e politica: il pensiero centrale dei Fratelli Musulmani nasce da un assunto chiave, secondo cui l'Islam non è solo fede privata ma un sistema totale, capace di fornire regole, valori e orizzonti normativi per l'organizzazione della società e dello Stato.

Per la Fratellanza, religione e politica non sono ambiti separabili, la sharia rappresenta il riferimento ultimo dell'ordine giuridico e morale, la comunità dei credenti (umma) viene prima delle identità nazionali costruite in epoca moderna, e la partecipazione politica, anche attraverso elezioni e partiti, è uno strumento legittimo per conquistare il potere e orientare lo Stato in senso islamico. Su questo impianto si innesta la convergenza con l'Akp pur all'interno di un contesto molto diverso da quello arabo e il punto di contatto più evidente è la centralità dell'identità religiosa nella sfera pubblica. Oggi Milano sarà protagonista di un altro evento pro Pal, con la presenza anche dell'indagata Angela Lano, direttrice del sito Infopal, ritenuto centrale dagli inquirenti nell'operazione di propaganda portata avanti da Hannoun. Una Milano che l'ex vicesindaco e oggi deputato di Fratelli d'Italia, Riccardo De Corato, non riconosce più: "Non ho letto alcuna condanna e nemmeno presa di distanza, dagli esponenti del Centrosinistra.

L'Italia, e Milano in particolare, non sono e non potranno mai essere un covo di terroristi palestinesi che, come abbiamo visto, hanno compiuto numerose azioni illecite e criminali. Il Governo Meloni, questi soggetti, li contrasterà e combatterà sempre, senza alcuna esitazione".

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