Torino, chiesti 23 anni per l’orco: abusò di figlia e 3 ragazzine

Richiesta maxi-condanna per lo stupratore di Regio Parco, che nel 2008-2009 violentò almeno tre minorenni, fidanzatine del figliastro 14enne. A finire fra le vittime anche la figlia dell’uomo, abusata fino al 2017

Una vicenda abominevole quella avvenuta a Regio Parco (Torino), che soltanto oggi vede finalmente avvicinarsi la sua conclusione. Per uno stupratore seriale, infatti, sono stati chiesti fino a 23 anni, da scontare dietro le sbarre del carcere.

I fatti contestati risalgono al lontano 2008-2009, quando le vittime dell’orco erano ancora delle minorenni, tra l’altro di giovanissima età. Le ricostruzioni degli inquirenti in merito al caso in esame sono a dir poco inquietanti, e fanno emergere la figura di un predatore senza alcuno scrupolo.

L’imputato, ex addetto alla sicurezza in alcuni locali, è un italiano che ha oggi 44 anni.

All’epoca dei terribili episodi, l’uomo aveva costretto il proprio figliastro di soli 14 anni a portare in casa le sue fidanzatine ed a convincerle a stendersi sul letto per lasciarsi poi legare e bendare. Immobilizzate le ragazze (alcune di queste appena 13enni), l’adolescente usciva dalla stanza per far posto al patrigno.

Trovandosi da solo con le vittime incapaci di muoversi e di opporre la benchè minima resistenza, l’uomo le stuprava, abusando più volte di loro. Da ciò che è emerso dalle indagini sono almeno tre le ragazze finite nella trappola del mostro.

La lista di crimini del 44enne non è però finita qui. Le perquisizioni effettuate all’interno della sua abitazione hanno portato alla scoperta di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico, rinvenuto in diversi dispositivi elettronici. Non solo. L’uomo è stato inoltre accusato di avere ceduto sostanze stupefacenti a dei minori, e di avere permesso ad una prostituta di praticare la sua attività in una stanza della propria casa, affittata ad hoc. Nel momento in cui si presentavano i clienti, il figliastro del 44enne veniva letteralmente cacciato dall’appartamento.

La serie di nefandezze non ha avuto fine, ed è proseguita quando l’orco ha rivolto le sue attenzioni anche nei confronti della propria figlia, abusata e violentata fino al 2017. Soltanto l’intervento degli agenti di polizia, che si sono occupati di arrestare il pericoloso soggetto, ha posto fine al calvario della ragazza.

Questa mattina, dunque, si è tenuto il processo a Torino. Il pubblico ministero, Barbara Badellino, ha chiesto per l’imputato una maxi-condanna a 23 anni, così da rendere finalmente giustizia alle vittime.

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