"Troppe rapine, costretti a chiudere il bar di notte"

Otto le rapine registrate in due anni e mezzo in un bar-tabaccheria di Afragola (Napoli). Circa 70mila euro i danni subiti. I titolari: "Stavamo diventando il bancomat del territorio"

Otto rapine in due anni e mezzo. Circa 70 mila euro i danni subiti complessivamente, da dicembre del 2015 ad oggi. Troppo. Ed enorme il rischio per il personale e i clienti, che si sono ritrovati spesso con un’arma puntata contro. Per questo, Maurizio Invigorito e la sorella si sono sentiti costretti a chiudere di notte il bar-tabaccheria di cui sono titolari da nove anni e mezzo ad Afragola, in provincia di Napoli. Fino a 2 settimane fa il locale era aperto 24 ore su 24. Dopo l’ultima rapina, risalente al 30 giugno scorso, hanno deciso di chiudere al pubblico all’1 di notte e di riaprire alle 4-4,30, ossia nel lasso di tempo della giornata in cui fino ad oggi si è consumato il maggior numero di rapine.

“Stavamo diventando il bancomat del territorio”, afferma Invigorito. “Non riusciamo più a sostenere, sia economicamente che moralmente, i continui soprusi e danneggiamenti. Siamo stanchi di subire rapine e della microcriminalità che si è sviluppata negli ultimi periodi nel Comune di Afragola”, aggiunge esausto.

Nella notte del 22 dicembre del 2015 la rapina più violenta. Una banda di uomini fece irruzione a mano armata nel bar. Le telecamere di videosorveglianza segnavano l’1,38 di notte. I rapinatori erano in cinque, completamente travisati. Uno impugnava addirittura una lupara, un tipo di fucile da caccia costituito da pallettoni di 8-9 millimetri di diametro: la teneva puntata contro gli ostaggi, avventori e personale del bar. I banditi sotto la minaccia delle armi sequestrarono i clienti che si stavano intrattenendo nello spazio esterno del bar, li trascinarono dentro e, immobilizzando anche chi era all’interno, svaligiarono il locale. Scapparono con denaro contante, sigarette e 11.500 euro di Gratta&Vinci. Si portarono via anche una slot machine. Nessuno, per fortuna, rimase ferito. Da quel momento in poi è stato un susseguirsi.

I colpi si sono intensificati nel 2016, quando si sono registrate 4 rapine. In due casi i titolari erano stati assaltati dopo l'uscita dal bar, con l'incasso di migliaia di euro addosso. Poi nel 2017 un’altra rapina. Per finire, nel 2018 una si è verificata a gennaio, l’altra poco più di un mese fa, il 30 giugno, quando, diversamente dal solito, si presentò un rapinatore solitario che con un coltellaccio dalla lama molto grossa costrinse il cassiere a dargli l’incasso di 2.500 euro. Tutti i casi sono stati denunciati dai titolari. I fratelli Invigorito recentemente hanno inviato anche una lettera alla questura di Napoli: “Il nostro è un grido di aiuto affinché vengano rafforzati i controlli nella zona e vengano scongiurate tragedie che ogni giorno affliggono i proprietari di attività commerciali”, hanno scritto. Quattro sono i dipendenti che si sono licenziati negli ultimi anni, proprio per la paura di fare il turno di notte, secondo quanto racconta Maurizio Invigorito. "A tutte le denunce che abbiamo sporto non c’è stato nessun riscontro positivo, quindi, oer non dover sopportare altri danni, ma soprattutto per tutelare lavoratori e clienti abbiamo dovuto adottare la soluzione della chiusura notturna". Questa scelta non ha determinato una riduzione dei posti di lavoro: “Non abbiamo licenziato i nostri operatori, gli abbiamo affidato altre mansioni da svolgere durante la chiusura”.

Le continue rapine, poi, hanno spinto i proprietari dello Straw bar a fare ulteriori investimenti per garantirsi più sicurezza. Oltre a affidarsi a un istituto di vigilanza privata, hanno dovuto dotare l'attività di due sistemi di videosorveglianza, di cui l’ultimo installato è ad alta risoluzione. “Ci è costato un sacrificio economico abbastanza alto – dice Maurizio Invigorito – Ma l’abbiamo fatto anche per cercare di aiutare in fase preliminare le forze dell’ordine, affinché possano trovare una soluzione, scovare questi balordi che creano danni". Ma, nonostante le immagini, i rapinatori continuano ad agire indisturbati: sono a piede libero e continuano a rappresentare il terrore del bar. “Abbiamo problemi con il centralino delle forze dell’ordine - inoltre rivela Invogorito - Chiamiamo ma ci viene risposto che la macchina è fuori, è una sola macchina, devono coprire più comuni. Qualche volta il centralino del 113 ha trasferito la chiamata al commissariato ma non hanno risposto. E abbiamo sempre dovuto far intervenire la nostra vigilanza privata”. Poi, mostrandoci le immagini dell’ultima rapina, fa notare come, mentre il rapinatore si accingeva a fare ingresso nel bar, completamente travisato, con un piumino in piena estate, un’auto dei carabinieri (visibile in video) stava passando fuori al locale. “Come è possibile non accorgersi di nulla?”, si chiede.

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Commenti
Ritratto di stenos

stenos

Ven, 03/08/2018 - 10:16

L'italia non diventi far west. Esilarante, la battuta migliore del secolo....

Angelo664

Ven, 03/08/2018 - 11:21

Una bella verifica in questura la farei fare a Salvini .. incrociare video, turni e ore e diniziare a lasciare a casa qualcuno non molto solerte.

VittorioMar

Ven, 03/08/2018 - 11:31

..e come diceva qualcuno era meglio prima....quando si sapeva chi comandava ...!!

Marguerite

Ven, 03/08/2018 - 11:41

Se si pagasse solo in carta di credito come fanno in Svezia, queste cose non succederebbero.

Marguerite

Ven, 03/08/2018 - 11:45

Quattro giorni senza toccare una banconota né una moneta nello Stato dove l’85 per cento delle transazioni è digitale. Con vantaggi sui numeri di rapine, evasioni e dell’economia in nero. Il 90% viene pagato in carta e solo 10% cash. In Svezia quasi niente contanti e da qui 2 ob3 anni, il contanti sparirà...dunque rapinare per soldi non vale la pena perché niente soldi in cassa...