Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 20:56
Cronache

"Troppo lontano...". L'Italia assegna un porto alla ong che si lamenta

Porto di Taranto assegnato alla nave Geo Barents con 65 migranti a bordo. Ma l'equipaggio protesta: "Dista circa 24 ore dalla nostra posizione"

"Nave non riconosciuta è pirata". Meloni traccia la rotta contro le ong

Altro porto assegnato a una nave delle ong. Geo Barents arriverà nelle prossime ore al porto di Taranto con a bordo 65 migranti. Ma nonostante l'assegnazione, l'equipaggio di Msf si è lamentato per aver ottenuto Taranto e non un porto della Sicilia, regione ormai al collasso con centinaia di arrivi giornalieri. Oltre a pretendere un pos, le ong in Italia vorrebbero anche decidere dove sbarcare e lo dichiarano senza remore: "Dopo 4 giorni, il Viminale ci ha finalmente assegnato Taranto come luogo sicuro per lo sbarco dei 65 sopravvissuti a bordo. Il porto dista circa 24 ore dalla nostra posizione attuale, il che significa un altro giorno di attesa in mare".

Geo Barents, infatti, a giorni si trovava all'interno delle acque territoriali italiane nell'area del golfo di Augusta e probabilmente sperava che fosse quello il poto di sbarco, perché che venisse assegnato un pos in Italia non c'erano dubbi. La nave batte bandiera norvegese ed è parte del parco mezzi della ong Msf. Il porto di Augusta, nei pressi del quale la nave sostava da giorni, nelle ultime settimane è costantemente sotto pressione. Nella giornata di ieri un gruppo di 90 persone è riuscito ad arrivare fino alla rada di Augusta e ad arenarsi con la barca a vela al faro Santa Croce, tra lo sguardo allibito dei bagnanti, che hanno immediatamente informato le forze dell'ordine. La nave è stata disincagliata e trascinata fino al porto commerciale di Augusta. A bordo prevalentemente cittadini afghani di sesso maschile. Lo scorso 23 giugno, inoltre, il porto di Augusta era stato assegnato come pos a un'altra imbarcazione delle ong, l'Aita Mari, che ne ha sbarcati più di 110 nel porto siracusano.

Migranti, un porto anche alla ong spagnola. Gli sbarchi non si fermano più

Durante la giornata di oggi, una motovedetta della guardia costiera è partita da Pozzallo, sempre in Sicilia, per andare a raggiungere una barca in legno in difficoltà a 140 miglia dalle coste italiane. A bordo 70 migranti provenienti prevalentemente da Siria ed Egitto e alcuni minori. Si trova ancora in mare un'altra nave delle ong, la Ocean Viking, anch'essa battente bandiera norvegese, a bordo della quale si trovano attualmente 228 migranti. Appare evidente la necessità dell'Italia di smistare i migranti per non gravare eccessivamente sull'organizzazione di una sola regione, considerando la pressione di queste settimane sulla Sicilia e sulla Calabria. Anche per questo le lamentele della ong risultano fuori luogo.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.