Trovato morto in carcere John McAfee, pioniere degli antivirus

Accusato di reati di natura fiscale, la Spagna aveva emesso la sentenza preliminare di estradizione in Usa per Jhon McAfee, che si è suicidato

John McAfee, il pioniere degli antivirus per i computer
John McAfee, il pioniere degli antivirus per i computer

John McAfee, il padre del famoso antivirus, è stato trovato morto in una prigione spagnola poche ore dopo che il tribunale ha emesso la sentenza preliminare per la sua estradizione negli Stati Uniti. L'informatico si sarebbe suicidato a 75 anni per non dover scontare in America la pena per evasione fiscale. Fu arrestato all'aeroporto di Barcellona lo scorso mese di ottobre e da lì portato in una prigione spagnola in attesa della decisione di estradizione.

Fino a oggi, John McAfee era ricercato negli Usa e su di lui pendevano accuse penali di natura fiscale che comportano una pena detentiva fino a 30 anni. La conferma all'estradizione, però, non sarebbe stata ancora definitiva, perché McAfee avrebbe potuto impugnare la decisione e rimandare al governo spagnolo l'ultima parola per l'approvazione. I pubblici ministeri del Tennessee hanno accusato il 75enne McAfee di evasione fiscale per aver omesso di segnalare i proventi derivanti dalla promozione di criptovalute mentre svolgeva attività di consulenza, nonché i proventi derivanti da impegni linguistici e dalla vendita dei diritti sulla storia della sua vita per un documentario. I reati di cui viene accusato l'uomo si concentrano dal 2016 al 2018.

In un'udienza tenutasi tramite videolink all'inizio di questo mese, McAfee ha sostenuto che le accuse contro di lui fossero motivate a livello politico e ha affermato che avrebbe trascorso il resto della sua vita in prigione se fosse tornato negli Stati Uniti. La sentenza preliminare è stata accolta da John McAfee come una sconfitta e per non passare il resto della sua vita in carcere avrebbe preferito togliersi la vita. Il personale di sicurezza del penitenziario di Sant Esteve de Sesrovires ha cercato di rianimarlo, ma il team medico del carcere ha certificato la sua morte, secondo una nota del governo catalano regionale.

La polizia e gli inquirenti spagnoli stanno trattando il caso come suicidio. Il dipartimento di Giustizia assicura che "tutto fa pensare a un suicidio", ma le circostanze andranno comunque chiarite con l'autopsia. La notte del 21 novembre 2012 il cadavere del cinquantaduenne Gregory Faull viene ritrovato in una pozza di sangue nella sua casa di San Pedro, in Belize, dove si era trasferito dopo il divorzio. A ucciderlo era stato un proiettile da 9 mm il cui bossolo viene trovato vicino al corpo. Due giorni prima aveva avuto l'ultima di una serie di liti furibonde con il suo vicino, John McAfee, che nonostante l'età avanzata, trascorreva le sue giornate tra rumorosi party a base di droga e giovanissime prostitute.

I poliziotti lo cercano per interrogarlo ma John McAfee era già lontano. Un mese dopo lo ritrovano in Guatemala, dove viene arrestato per immigrazione clandestina. Per evitare di essere deportato in Belize finge un attacco cardiaco. Ai giornalisti racconta di essere fuggito perchè temeva che il governo del Belize lo volesse morto.

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