La furia sul padre anziano: lo uccide a martellate e confessa: "Sono stato io"

Un uomo di 38 anni ha ucciso il padre a martellate poi, subito dopo l'assassinio avrebbe confessato l'omicidio agi inquirenti: "Sono stato io"

"Sono stato io". Con questa dichiarazione spontanea, Daniele Ciammetti, un 38enne romano, avrebbe confessato ai poliziotti del commissariato Aurelio, in un quartiere a nord della capitale, di aver ammazzato il padre di 76 anni a martellate.

Romanzo criminale a Roma, ancora una volta. La vittima si chiama Adolfo Ciammetti ed è stata barbaramente uccisa dal figlio nella di lui azienda, la Tecno Infissi, in via della Divina Provvidenza, a Boccea. Era disteso in una pozza di sangue sul pavimento del negozio. Attorno al suo corpo c'erano una carriola rovesciata, utensili da lavoro vari e alcuni tubi. A trovare l'uomo esanime è stata la figlia più grande che, nel tardo pomeriggio di ieri, 11 novembre, si era recata nell'azienda del fratello per comunicargli la presunta scomparsa del padre, del quale non aveva più notizie da ore. Aveva pensato ad un allontanamento volontario e, invece, quando ha oltrepassato una delle porte di accesso alla ditta, quella su via Soriso, da cui escono i furgoncini degli operai, si è trovata sulla scena di un delitto efferato. Il settaseinne era riverso per terra, in un lago purpureo. A seguito del ritrovamento, la donna ha allertato immediatamente i soccorsi e le autorità. Ma nonostante l'intervento del 118, a nulla è valso ogni tentativo da parte dei medici di rianimare lo sventurato. Era già troppo tardi.

Date le circostanze inequivocabilmente criminose, gli agenti della squadra mobile Aurelio si sono adoperati alacremente per rintracciare l'autore del presunto assassinio. E le ricerche sono state quantomai rapide e dall'esito sorprendenti. A due passi dal negozio, i poliziotti hanno rintracciato il figlio della vittima, Daniele Ciammetti: aveva i pantaloni insanguinati ed era in forte stato confusionale. "Sono stato io", avrebbe confessato subito dopo essere stato intercettato.

Ancora incerti il movente e la dinamica dell'accaduto. Da una prima ricostruzione della vicenda, sembrerebbe che il 38enne abbia ucciso il padre perché si sarebbe rifiutato di sanare l'ennesimo debito con i fornitori. Da tempo infatti, il giovane imprenditore versava in una condizione di grosso deficit finanziario, indebitato fino all'osso del collo con i venditori. Più volte, il 76enne si sarebbe offerto di aiutarlo rischiando persino di avere grossi guai con gli usurai e la malavita. Stavolta però, per ragioni ancora sconosciute, avrebbe fatto opposizione. E così, suo figlio lo avrebbe ammazzato a martellate.

Le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono molteplici. Non si esclude la possibilità che tra i due possa essersi consumata una violenta colluttazione lotano dal luogo del delitto e, a seguito della quale, Daniele Ciammetti avrebbe trasportato il corpo già morente del padre in azienda con l'intento di occultarne il cadavere. Tuttavia, saranno solo gli esami autoptici eseguiti dal medico legale a definire le zone d'ombra di questo truce omicidio e l'ora del decesso. Per ora, è solo un grande rebus.

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