"È già mutata". Ecco cosa può succedere con la variante Delta plus

In India è stata individuata una nuova mutazione della variante Delta che sarebbe ancora più trasmissibile e provoca una malattia più grave. "Accelerare la copertura vaccinale e stare attenti"

"È già mutata". Ecco cosa può succedere con la variante Delta plus

L'India ha dichiarato una nuova e preoccupante mutazione della già mutata variante Delta dopo aver rilevato quasi due dozzine di casi in tutto il Paese.

Ecco la Delta Plus

La variante AY.1, identificata localmente come "Delta Plus", è stata trovata in almeno 22 casi negli stati di Maharashtra, Kerala e Madhya Pradesh secondo quanto dichiarato ministero della salute indiano affermando che questa nuova mutazione del Covid ha mostrato una maggiore trasmissibilità consigliando ai tre stati di aumentare i test. "Sulla base delle recenti scoperte dell'INSACOG (Indian SARS-CoV-2 Genomic Consortia), il ministero della salute ha allertato e consigliato Maharashtra, Kerala e Madhya Pradesh in merito alla variante Delta Plus di COVID-19 trovata in questi stati", si legge in una nota riportata da Aljazeera. Gli studiosi l'hanno definita "Variant of concern" (Voc), cioè variante di preoccupazione perché soddisfa alcuni dei numerosi criteri tra cui facilità di trasmissione, malattia più grave, neutralizzazione ridotta da parte di anticorpi o efficacia ridotta di cure e vaccini.

Quali sono i rischi

Il Consorzio indiano che ha lanciato l'allarme parla anche della facilità con cui la Delta Plus si lega più facilmente alle cellule polmonari ed è potenzialmente resistente anche alla terapia con anticorpi monoclonali, una potente infusione endovenosa di anticorpi per neutralizzare il virus. La nuova varainte, però, è già stata trovata in altri nove paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Portogallo, Svizzera, Giappone, Polonia, Nepal, Russia e Cina mentre la Delta originale è ormai diffusa in 80 Paesi. Molti dei virologi, però, hanno messo in dubbio l'etichettatura di Delta Plus come una variante preoccupante dicendo che non ci sono ancora dati a sufficienza per dimostrare che questa variante sia più infettiva o provochi una malattia più grave rispetto ad altre varianti. "Non ci sono ancora dati per supportare la variante della richiesta di preoccupazione", ha affermato la dottoressa Gagandeep Kang, virologo e prima donna indiana ad essere eletta Fellow della Royal Society di Londra, come riportato dalla Bbc. "Servono informazioni biologiche e cliniche per considerare se si tratta veramente di una variante di preoccupazione". Ciò significa che l'India ha bisogno di più dati per determinare se la variante è neutralizzata dagli anticorpi generati dai vaccini disponibili o dall'infezione di un'altra variante del Covid-19.

La variante Delta Plus contiene un'ulteriore mutazione chiamata K417N sulla Spike del Coronavirus che è stata trovata nelle varianti Beta e Gamma scovate per la prima volta rispettivamente in Sudafrica e Brasile (la Beta era collegata ad un aumento dei ricoveri e dei decessi durante la prima ondata di infezioni in Sudafrica, mentre Gamma è stata stimata essere altamente trasmissibile). "Delta Plus potrebbe avere un leggero vantaggio nell'infettare e diffondersi tra persone che sono state precedentemente infettate durante la pandemia o che hanno un'immunità vaccinale debole o incompleta", ha detto il dottor Jeremy Kamil, un virologo della Louisiana State University Centro di Scienze della Salute.

"Stare in guardia"

"Oggi al Parlamento olandese verrà presentata un’analisi, che secondo me può verificarsi anche in Italia, secondo la quale la variante indiana (o Delta, ndr) diventerà mano mano più dominante. E sarà quasi totalizzante in autunno. Quindi bisogna stare molto attenti", ha affermato all'AdnKronos Salute Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute per l’emergenza Coronavirus e docente di Igiene all’università Cattolica di Roma. "La variante indiana preoccupa - continua Ricciardi - perché è infettiva e contagiosa il 50% più di quella britannica che già era contagiosa. Per cui noi avremo una variante contagiosissima, dovremmo più che mai accelerare la copertura vaccinale e continuare a stare attenti. In autunno penso che potrebbe essere dominante in tutta Europa. Gli olandesi prevedono che ad ottobre rappresenterà il 100% dei contagi nel loro Paese. Se non stiamo attenti presumo che sarà così anche da noi. Ma dobbiamo cercare di evitarlo", conclude.

"Numeri della variante Delta sottostimati"

Intanto, come abbiamo scritto ieri (qui il pezzo), il 26% dei nuovi casi di positività in Italia è dovuto alla variante Delta: nelle scorse ore sono aumentati i focolai segnalati in varie parti d'Italia, tra i quali il più serio è scoppiato fra le province di Piacenza, Cremona e Lodi. Numeri molto contenuti (25 casi nello specifico) ma che lasciano presagire aumenti più significativi nelle prossime settimane. "Temo che la variante Delta sia sottostimata. Ad oggi facciamo solo una piccola proporzione di indagini di sequenziamento sui campioni. L'Inghilterra invece lo ha fatto alla grande". Lo ha detto ad "Agorà" su Rai 3 Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano. "Speriamo di essere nel breve anche noi in grado di farlo, grazie alla riduzione dell'incidenza della malattia", ha auspicato Pregliasco che ha poi sottolineato come "la cosa interessante del sequenziamento è poter fare una specie di impronta digitale, un tracciamento molecolare per individuare la catena di contagio e quindi isolare i focolai che si stanno susseguendo nel Paese".

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