Vasto, così Fabio ha organizzato la vendetta

La vicenda di Vasto si arricchisce di nuovi retroscena che descrivono come sia nata la sete di vendetta di Fabio Di Lello

La vicenda di Vasto si arricchisce di nuovi retroscena che descrivono come sia nata la sete di vendetta di Fabio Di Lello sfociata poi nel delitto di Italo, il ragazzo che ha investito la moglie. Sono stati mesi duri per Di Lello che non ha retto il peso della perdita della moglie. Fabio, come racconta ilCentro, passava le sue giornate al cimitero. Ogni giorno alle 7 era al cimitero. Davanti alla tomba della moglie aveva fatto posizionare una panchina che usava per pregare e dove qualcuno si fermava per dargli una parola di conforto. Ma un episodio recente aveva fatto scattare nella testa di Fabio l'idea di vendicare la morte di Roberta impugnando la pistola. L'episodio risale a fine 2016, proprio a Natale. L'avvocato di Italo D'Elisa avrebbe presentato un comunicato per alleggerire la posizione del suo assistito.

Questa mossa, sempre come riporta ilCentro, aveva fatto infuriare Di Lello. Ed è in questo momento che sarebbe scattato il piano per la vendetta. Prima di tutto si è spogliato dei suoi averi lasciandoli ai familiari. Poi ha preso la pistola e l'ha messa in auto. Il resto è cronaca: l'omicidio, poi l'arma sulla tomba della moglie.

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Commenti
Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Gio, 02/02/2017 - 16:55

Fabio di Lello ha fatto giustizia. Se avesse atteso diligentemente la giustizia itagliana avrebbe dovuto campare dieci volte. Fabio di Lello deve essere scarcerato immediatamente e scagionato da qualsiasi accusa. Ha fatto quello che doveva essere fatto.

daniele1204

Gio, 02/02/2017 - 17:30

L'omicidio stradale permette a chiunque , bevendo un po di più o sotto effetto di droghe, di compiere un reato subendo una pena ridicola .Il marito di quella povera ragazza ha tutto il mio appoggio e gente come quell'assasino dovrebbe essere accusato di omicidio premeditato poiché se ad alta velocità passi con il rosso premediti un reato ma in Italia i reati e i colpevoli non fanno parte della nostra giustizia .

ruggerobarretti

Dom, 05/02/2017 - 12:59

Uno plaude un assassino. L' altro fa un panegirico non conoscendo neanche i fatti. Siamo ridotti proprio male.