Vecchie coperte dell'Esercito e paracadute diventano cappotti e giacche: il riuso va di moda

L’Esercito italiano non spreca e in linea con l’ecosostenibilità si fa brand ed entra a pieno titolo nel mondo della moda, tanto che la linea dedicata alla Forza armata a giugno prossimo sarà presentata a Pitti uomo

Vecchie coperte dell'Esercito e paracadute diventano cappotti e giacche: il riuso va di moda

Vecchie coperte dismesse che diventano cappotti, giacche realizzate con vecchi paracadute della Folgore. L’Esercito italiano non spreca e in linea con l’ecosostenibilità si fa brand ed entra a pieno titolo nel mondo della moda, tanto che la linea dedicata alla Forza armata a giugno prossimo sarà presentata a Pitti uomo, che come di consueto si terrà a Firenze. L’equipaggiamento dismesso dell’Esercito, insomma, acquista nuova vita.

L’iniziativa di brand licensing è stata promossa e sviluppata da Difesa Servizi SpA, società in house del Ministero della Difesa la cui mission ha per oggetto la gestione economica di beni e servizi, anche immateriali, derivanti dalle attività istituzionali del Dicastero. Nasce così la nuova collezione sperimentale upcycling di Esercito Sportswear, prodotta e distribuita da Officina Italia srl, che sarà presentata al prossimo Pitti Uomo: coperte e paracadute impiegati nelle missioni nazionali e internazionali più importanti trasformati in capi di abbigliamento unici ed innovativi con una filosofia totalmente green e ecosostenibile, strettamente legata alla storia del marchio istituzionale che è composto da una stella a cinque punte sovrastante la dicitura Esercito 1659. La stella a cinque punte rappresenta simbolicamente i valori fondamentali e le virtù sulle quali si basa l’Esercito, tra i quali il coraggio, lo spirito di sacrificio, l’abnegazione, la leadership e il servizio incondizionato per la comunità nazionale. L’anno 1659 riporta alle più antiche origini della Forza Armata, rappresentando, di fatto, un legame fra tradizione e innovazione.

“Essere sdoganati nel mondo della moda con Pitti - spiega il proprietario dell’azienda, Lanfranco Villa - è importante anche per il settore militare. Tutti conoscono l’Esercito e nei capi sono racchiusi i valori del mondo in uniforme. Il nostro scopo è, peraltro, quello di diffondere un messaggio positivo per i giovani. Qualche tempo fa, prima del covid, ho portato mio figlio, 18enne, nella caserma della Folgore ed è rimasto colpito dall’unità e dalla collaborazione che ha trovato all’interno di questa realtà. È un ambiente sano”.

A Pitti, nel rispetto delle direttive del più grande evento di moda, saranno portati alcuni capi sviluppati e realizzati secondo i più alti standard e know-how della tradizione italiana, nati dalla ricerca di materiali di scarto e destinati a essere accantonati che sono stati lavorati per creare nuovi prodotti dal valore superiore a quello originale.

Un modo per avere addosso un pezzo di storia militare e per sentire ancor più vicino quel mondo militare che in questo periodo di grande difficoltà per il Paese fa moltissimo e va sostenuto anche con i simboli.

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