La versione di Brumotti: "Così mi hanno pestato"

L'inviato di Striscia racconta l'aggressione su Repubblica: "Sono solo intervenuto per aiutare un amico che mi stava seguendo con la safety car"

Brumotti nel selfie postato sul profilo Twitter
Brumotti nel selfie postato sul profilo Twitter

"Io sono un atleta non uno che aizza violenze, e di certo non avevamo intenzione di fare una rissa. Sono solo intervenuto per aiutare un amico che mi stava seguendo con la safety car mentre facevo allenamento in bici con mio padre ed è stato aggredito da alcune persone in auto. Eravamo molto spaventati e abbiamo cercato di difenderci, ci siamo sentiti davvero in pericolo di morte. Mi hanno pure minacciato, dicendomi: 'Te la do io la televisione'. Poi ho perso conoscenza".

Inizia così il racconto di Vittorio Brumotti, rilasciato in esclusiva a Repubblica. L'inviato di Striscia racconta: "Mi stavo allenando con mio padre e altri due atleti che fanno il mondiale di bike trial. Ci stava seguendo una safety car, guidata da un mio amico, sulla quale c’era anche suo figlio. Mentre stavamo procedendo verso Bardineto io e mio padre abbiamo imboccato il bivio per Balestrino. I nostri amici ciclisti, però, non ci hanno visto svoltare e hanno proseguito. A quel punto ho sentito strombazzare e vedo un’auto che sorpassa la nostra safety. Dalla vettura viene lanciata acqua in faccia al guidatore e poi una bottiglietta sul parabrezza".

Poi è iniziata la rissa: "Il mio amico ha detto 'cosa state facendo?'. L’uomo al volante dell’auto arrivata alla nostre spalle si è fermato. Quindi il figlio ha raggiunto Fabio e gli ha dato un pugno in faccia. Io vedendo lui spaventato sono volato in suo soccorso e mi sono trovato in mezzo. Sono stato colpito in faccia, all’occhio destro che non è ancora guarito dalla mia caduta di un anno fa. È arrivato anche il padre del giovane che ha iniziato a sferrare nuovi colpi contro di me. Poi mio padre, che è caduto prima di riuscire a raggiungerci. Loro mi menavano, mio padre me ne ha tolto uno di dosso, ma in due lo hanno preso, buttato a terra e colpito al volto. Io ho naturalmente cercato di difendermi prenderne uno a pugni. Instabile sulle scarpe con i tacchetti mi sono però trovato in difficoltà. Mi sono comunque dato da fare. Io e mio padre ci siamo sentiti davvero in pericolo di morte. Mi hanno anche minacciato dicendomi: 'Te la do io la televisione'. E hanno minacciato di morte anche chi stava riprendendo la scena. Io ho perso conoscenza".

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