Il Vesuvio nel 79 d.C. eruttò in autunno non ad agosto: la scoperta di un gruppo di studiosi

La ricerca scientifica è stata pubblicata sulla rivista Earth-Science Reviews e conferma alcuni dubbi già emersi nel passato

Il Vesuvio nel 79 d.C. eruttò in autunno non ad agosto: la scoperta di un gruppo di studiosi

L’ultima scoperta sull’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che distrusse Pompei ed Ercolano conferma alcuni dubbi sul periodo preciso in cui avvenne la catastrofe naturale. Un gruppo di studiosi a guida italiana afferma, in una ricerca pubblicata sulla rivista Earth-Science Reviews, che l’esplosione del vulcano napoletano non avvenne fra il 24 e 25 agosto, come finora si riteneva, bensì fra il 24 e il 25 ottobre. I ricercatori hanno ricostruito tutte le fasi dell'eruzione, che diffuse le ceneri fino alla Grecia. Lo studio, che fornisce gli strumenti per mitigare il rischio di eventi simili, è stato condotto da Ingv in collaborazione con Cnr-Igag,Università di Pisa, Laboratoire Magmas et Volcans di Clermont-Ferrand e Heriot-Watt University di Edimburgo.

L'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. è il più importante evento eruttivo del vulcano partenopeo in epoca storica. L'eruzione ha provocato la devastazione delle città di Ercolano, Pompei, Stabia e Oplontis, le cui rovine, rimaste seppellite sotto strati di pomici, sono state riportate alla luce a partire dal XVIII secolo. La data dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. è certificata da una lettera di Plinio il Giovane. Nella versione ritenuta più credibile del manoscritto, si legge “nonum kal septembres”, cioè nove giorni prima delle calende di settembre, data che corrisponde al 24 agosto.

Questo giorno era stato accettato come certo fino al 2010, ma alcuni dati archeologici emersi successivamente hanno reso dubbio il periodo estivo e hanno riaperto la discussione. Il reperimento di frutta secca carbonizzata, di bracieri usati all'epoca per il riscaldamento, di mosto in fase di invecchiamento trovato ancora sigillato nei contenitori e, soprattutto, di una moneta rinvenuta sul sito archeologico, che riferisce della quindicesima acclamazione di Tito a imperatore, avvenuta dopo l'8 settembre 79, lasciavano pensare che l'eruzione sia avvenuta in autunno, probabilmente il 24 ottobre di quell'anno, una domenica.

Un’altra prova lampante a sostegno della tesi secondo la quale l'eruzione avvenne in autunno è costituita da un'iscrizione rinvenuta nel 2018 in una casa che al momento dell'eruzione era probabilmente in rifacimento: l'iscrizione, a carboncino, reca la data del 17 ottobre, e si riferisce con tutta probabilità allo stesso 79, poiché le scritte a carboncino si cancellano con grande facilità, quindi sembrerebbe da escludersi che possa risalire a un periodo molto precedente all'eruzione. Ora, lo studio pubblicato dalla rivista Earth-Science Reviews sembra accreditare ancora di più questa tesi su cui si dibatte da anni.

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