Dove andare in vacanza: le mete più sicure

La Grecia ha riaperto per prima. In Francia si entra con doppia dose e senza tampone. Ecco i Paesi sicuri e quelli da evitare

Dove andare in vacanza: le mete più sicure

Questa sarà l’estate dei viaggi, sia in Italia che all’estero. Finalmente senza lockdown, coprifuoco e mascherina all’aperto, è tornata la voglia di salire in auto, in treno, in aereo, e anche in nave, per ricominciare a scoprire le bellezze italiane e anche quelle oltre confine. La scorsa estate ben 17 milioni di italiani avevano rinunciato a partire e quest’anno saranno 11 milioni in più rispetto al 2020, che prepareranno le valigie. Chi deciderà di varcare i confini dovrà però scegliere la propria meta con un occhio di riguardo. Non tutti i Paesi sono infatti sicuri e accoglienti allo stesso modo.

Grecia: la prima a riaprire i confini

La Grecia è stata una dei primi Paesi a riaprire le frontiere, pronta ad accogliere orde di turisti che solitamente valgono il 25% del pil nazionale. Dallo scorso 14 maggio la stagione estiva ha avuto il via. Il Paese ellenico, con le sue 227 isole, è da sempre stato una delle mete preferite dagli italiani, sarebbe meglio però usufruire delle tante isole a disposizione, senza focalizzarsi tutti sulle più conosciute. Per esempio, il National geographic ha inserito Alonissos, nell’arcipelago delle Sporadi, tra le otto migliori mete sostenibili 2021. E se volete avere un grado di sicurezza maggiore, tenete presente Skiathos, dove il 95% della popolazione sopra i 5 anni è stata vaccinata e dove anche i lavoratori stagionali hanno iniziato a vaccinarsi con il vaccino monodose della Johnson&Johnson.

Secondo quanto spiegato dalla Farnesina, ci sono due obblighi da rispettare. Innanzitutto si deve “compilare, al più tardi il giorno prima dell’arrivo in Grecia, un modulo online, il passenger locator form, con il quale si devono fornire informazioni sul luogo di provenienza, sulla durata dei soggiorni precedenti in altri paesi e sull'indirizzo del proprio soggiorno in Grecia”. Fatto questo, si deve presentare la certificazione digitale Covid-Ue o, in alternativa, uno dei quattro requisiti richiesti. Ovvero, il “certificato di vaccinazione che attesta il completamento del ciclo vaccinale da almeno 14 giorni”, oppure un “Test Pcr negativo effettuato nelle 72 ore prima dell’ingresso in Grecia”, o anche un “test rapido antigenico effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Grecia” o ancora un certificato di guarigione dal Covid. I certificati possono essere in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo o greco. Tutti i passeggeri che entrano in Grecia possono essere sottoposti, a campione, a un test rapido effettuato all'arrivo.

Viaggi in Francia e Spagna

Dal 9 giugno anche la vicina Francia ha riaperto i confini, consentendo di entrare ai cittadini europei che hanno fatto la seconda dose di vaccino anti-Covid da almeno 14 giorni, senza doversi sottoporre al tampone molecolare. Invece, per coloro che non hanno ancora ricevuto il vaccino, dagli 11 anni servirà esibire un tampone negativo effettuato nelle 72 ore precedenti il viaggio. Per chi invece vuole spingersi un po’ più in là, meta privilegiata può essere la Spagna. I viaggiatori in arrivo da Paesi considerati non a rischio devono solo compilare “un formulario di salute pubblica. Saranno comunque effettuati dei controlli sanitari (misurazione della temperatura) in aeroporto”. Il formulario deve essere compilato attraverso il sito Internet Spain Travel Health o la app Spain Travel Health-Spth, ottenendo un codice qr da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna.

Miguel Sanz, direttore generale di Turespana ha asserito: “Prevediamo di recuperare tra il 40 e il 50% del volume d’affari sul 2019, con visitatori in arrivo dall’Italia in linea con queste percentuali”. Sempre in auge Formentera, che quest’anno ha addirittura raggiunto il 700% delle ricerche di informazione sul web. Dal 23 maggio l’isola ha riaperto i suoi confini e si sta impegnando a dare ai turisti sicurezza e sostenibilità. Alejandra Ferrer, assessore al Turismo, ha spiegato: “Abbiamo appena approvato un piano di rilancio del turismo che comprende nuove pratiche sostenibili e nuove misure di sicurezza. Oltre ai protocolli sanitari e alla necessità di continuare il monitoraggio nei porti e negli aeroporti, si sta procedendo con test diagnostici nel settore delle imprese su base regolare, in attesa che i vaccini raggiungano anche questo gruppo, così da proteggere i lavoratori ma anche coloro che visitano l’isola”.

Come andare in Croazia

per quanto riguarda la Croazia, si legge sul sito della Farnesina che, fino al 30 giugno,"le persone provenienti direttamente dai Paesi e/o Regioni dell'Unione Europea e dell'area Schengen che sono elencati nella lista verde del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, possono liberamente entrare in Croazia". Coloro che provengono invece direttamente da tutti gli altri Paesi o Regioni dell'Unione Europea e dell’area Schengen possono entrare "presentando l’esito negativo al tampone effettuato nelle ultime 72 ore tramite il metodo Pcr o nelle ultime 48 ore tramite il metodo antigenico rapido". Oppure "presentando il certificato di vaccinazione". O anche "presentando un certificato sulla malattia superata, rilasciato da un medico". Infine, "effettuando il tampone all'arrivo in Croazia e sottoponendosi all’autoisolamento prima di ricevere l’esito negativo".

Situazione diversa per Stati Uniti e Canada

Resterà invece deluso che pensava di salire a bordo di un aereo e raggiungere gli Stati Uniti o il Canada. Le regole sono differenti da quelle europee. Negli Stati Uniti è ancora in vigore la legge federale che sospende la possibilità di ingresso negli Usa per i viaggiatori che, nei 14 giorni precedenti, sono stati in un Paese dell’Area Schengen, Italia inclusa, in Gran Bretagna, in Irlanda, in Brasile, in Sud Africa, Cina e Iran. Tra le eccezioni, i cittadini statunitensi e residenti permanenti o i loro familiari, gli ufficiali del governo titolari di visto diplomatico. Alessandro Seghi, direttore commerciale del gruppo Alpitour, ha sottolineato che “l’estate al momento vive di una certezza – Baleari, Canarie e Grecia – e di una speranza con la s minuscola, ovvero la pronta riapertura al turismo di destinazioni fondamentali per il mercato come Usa, Maldive ed Egitto. Questo potrebbe avvenire già da agosto e in quest’ordine”.

I Paesi verdi

Oltre a quelli europei, i Paesi che troviamo nella lista verde diffusa dal governo sono: Australia, Corea del Sud, Israele, Giappone, Libano, Nuova Zelanda e Singapore, In questi la pandemia è considerata ormai sotto controllo e una vacanza, con le dovute precauzioni, come mascherine e distanziamento, non dovrebbe essere molto rischiosa.

E i Paesi rossi

Dove invece la pandemia non sembra ancora sotto controllo, sono i Paesi che il governo ha colorato di rosso, ovvero quelli maggiormente sconsigliati per i viaggi. Troviamo: Sudafrica, Argentina, Bahrein, Bangladesh, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, India, Nepal, Pakistan, Sri Lanka, Suriname, Turchia e Uruguay. Secondo il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo "Mauro Picone" del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iac), a causa della variante Delta crescerà in modo esponenziale l’epidemia di Covid nel Regno Unito, in Russia e in Portogallo. Un aumento di contagi sono stati registrati nell’ultima settimana in altri 5 Paesi. Per quanto riguarda il Regno Unito, l’impennata di casi registrata negli ultimi 10 giorni, ha invertito la tendenza verso il picco rilevato in precedenza. Preoccupano anche Russia e Portogallo. Aumento dei numeri di contagi anche in Belgio, Finlandia, Moldavia, Norvegia e Svezia.

Incidenza nei Paesi europei

La maggiore incidenza media attuale si rileva nel Regno Unito, con 117 casi a settimana per 100mila abitanti, seguito da Russia (79), Portogallo (78), Spagna (56), Bielorussia (51). L’incidenza è invece compresa fra 30 e 50 casi in Turchia (47), Irlanda (43) e Svezia (41), Lettonia (36), Belgio (34), Olanda (32). Sotto i sotto i 30 casi troviamo Grecia (29), Danimarca (28), Norvegia (26), Francia (23), Slovenia (22), Lituania (20), Montenegro (18), Estonia (17), Lussemburgo e Ucraina (per entrambi l’incidenza è 16), Svizzera (14), Croazia (13), Italia e Finlandia (11), Moldavia (10). Infine, sotto i 10 casi ci sono Austria, Bulgaria e Repubblica Ceca (tutte con un’incidenza di 9), Serbia (8), Germania (7), Ungheria, Bosnia e Kosovo (tutte e tre con 6), Slovacchia (5), Macedonia e Polonia (3), Romania (2), Albania (1) e Islanda, l’unica ad avere un valore pari a 0. Maggiori informazioni le trovate sul sito del governo.

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