Dove si va e con quali prezzi: ecco come saranno le vacanze

L'Europa riapre le frontiere in vista della stagione estiva: sono tante le nazioni che si stanno organizzando per accogliere i turisti stranieri. Fra passaporti sanitari, test sierologici e rincaro dei voli, ecco cosa potrebbe succedere prima e durante la partenza. Attenzione alla quarantena obbligatoria: potrebbe costringerci a passare l'estate in Italia

Dove si va e con quali prezzi: ecco come saranno le vacanze

Anche se ancora non c'è il clima (non quello meteorologico, il caldo è già tra di noi) morale per viaggiare, Italia ed Europa si preparano ad affrontare una stagione estiva irta di ostacoli: a prescindere da come si potrà stare in spiaggia, ci prepariamo al paradosso che potremmo non poterci spostare da una regione all'altra ma prendere un aereo per andare all'estero sì, sarà possibile.

L'attuale situazione per spostarsi in Europa

Come si legge su un documento della Commissione Europea firmato l'8 aprile, la limitazione ai viaggi non indispensabili sarà in vigore fino al 15 maggio 2020. Dopodiché si apriranno due strade: o verrà applicata un'ulteriore proroga in base "agli sviluppi della situazione epidemiologica" oppure ogni nazione potrebbe decidere di fare di testa propria aprendo i propri confini o lasciandoli chiusi. Come per l'Italia, anche in Europa attualmente vale la regola degli spostamenti "solo per comprovate necessità", quindi lavoro o salute, da dichiarare nell'autocertificazione. I ministri del turismo dell’Unione europea stanno discutendo di mettere in atto un protocollo comune da siglare entro “entro la fine di maggio”, in modo da riaprire gradualmente le frontiere interne all’Unione e consentire i viaggi.

Perché non si arriverà ad una soluzione comune. Non è detto, però, che si arrivi ad una decisione condivisa ma potrebbero valere le pressioni delle nazioni decise a riaprire a tutti i costi, soprattutto quelle dove la circolazione del virus è già drasticamente diminuita. Come si legge sul Messaggero, infatti, Italia, Grecia, Cipro, Francia, Spagna, Portogallo, Bulgaria, Romania e Malta, in una lettera congiunta datata 27 aprile, hanno sottolineato la necessità di stabilire quanto prime regole omogenee per la mobilità via aria, mare o terra, al fine di garantire nell'eurozona viaggi sicuri e senza interruzioni. "Queste misure dovranno essere adottate in modo uniforme sul territorio europeo", recita il documento. I Paesi colpiti meno duramente dal virus vorrebbero, però, evitare le misure restrittive rispetto a quelli con un'indice di contagio più elevato. Non è così lontana l'ipotesi, quindi, dell' "ognuno fa come gli pare".

Le nazioni che apriranno quest'estate

Nei giorni scorsi, in occasione del vertice dei ministri del Turismo dell’Unione Europea, si sono delineati due fronti: da un lato Italia, Spagna e Regno Unito, più prudenti sulle riaperture, dall’altro Croazia, Grecia, Malta, Repubblica Ceca e Slovacchia, che premono per far ripartire la stagione turistica al più presto, fin da giugno. Nel mezzo ci sono anche Paesi come il Portogallo, che si sta dotando di un marchio "Covid Free", o la Svezia che di fatto non ha mai chiuso.

Il caso Portogallo. "Clean & safe", pulito e sicuro, è questo il nuovo marchio portoghese per attirare i turisti in una delle nazioni europee meno colpite dal Covid-19. Con la stagione estiva alle porte, il Portogallo vuole ripartire immediatamente ed ha pensato di dotare con questo "bollino" di sicurezza le strutture turistiche che presenteranno i requisiti ideali di pulizia e sanificazione in grado di assicurare la prevenzione ed il controllo del virus e di altre possibili infezioni, come si legge su Repubblica. Il riconoscimento viene attribuito attraverso l'introduzione nelle strutture e nelle aziende di un protocollo interno, basato sulle raccomandazioni del Ministero della Salute, che deve garantire le procedure di igienizzazione necessarie per evitare rischi di contagio e offrire procedimenti sicuri per il turista.

Il pericolo di un "corridoio anti-Covid" per l'Italia. La Croazia, se da un lato ha già annunciato di voler aprire le sue spiagge anche al turismo straniero, in mancanza di un coordinamento europeo non esclude di stringere accordi soltanto con Slovenia, Repubblica Ceca, Austria, Polonia e Germania per creare un'area turistica a circuito chiuso. Sulle pagine de IlGiornale.it abbiamo già trattato la questione mettendo in luce come questa soluzione potrebbe fortemente danneggiare il turismo nel nostro Paese che vedrebbe calare drasticamente il numero dei turisti sulle spiagge dello Stivale. I Paesi mitteleuropei puntano su due fattori: il primo è quello della prossimità geografica dal momento che sono tutti vicini e, quindi, raggiungibili anche con mezzi privati riducendo così al minimo il rischio contagio, il secondo è quello della bassa incidenza del virus all’interno dei propri confini.

L'Europa "copia" il modello Sardegna: ecco il passaporto sanitario

Sicuramente, come avviene già per tutto, le nostre abitudini cambieranno anche in aeroporto: per viaggiare in Europa sarà quasi sicuramente indispensabile avere con sè un "passaporto sanitario" che dimostri come la persona in questione non sia positiva al Coronavirus. L'idea, voluta anche dall'Organizzazion Mondiale della Sanità che auspica l'introduzione di "passaporti immunitari", è "copiata" dal governatore della Sardegna Christian Solinas, il primo in Italia ad aver pensato di creare un "numero chiuso" di turisti sull'Isola. "Chiediamo che chi voglia prendere una nave o un aereo – ha detto Solinas – presenti con la carta d’imbarco e il documento d’identità un certificato di tampone negativo rilasciato da un qualsiasi laboratorio abilitato non oltre sette giorni prima della data di partenza”. Una volta atterrati ad Olbia, Cagliari o Alghero ci sarebbe un secondo "test rapido" sui passeggeri in arrivo i quali dovrebbero scaricare un'app "che ci consenta di tracciare gli spostamenti e i contatti per circoscrivere sul nascere eventuali focolai ed evitare una nuova diffusione”, ha sottolineato il governatore. L'idea piace anche al ministro per i Beni culturali ed il Turismo Dario Franceschini il quale auspica coesione e scelte comuni che valgano per tutte le nazioni europee.

Ipotesi test prima del decollo: tra 6 e 10 minuti di attesa

Non c'è ancora un protocollo definitivo, ma prima di salire sugli aerei potremmo essere sottoposti ai test rapidi sierologici già in atto da Emirates, la prima compagnia al mondo ad averli introdotti sui passeggeri prima dell'imbarco. I prelievi di sangue sono stati eseguiti al checkpoint del terminal 3 presso l'areoporto Internazionale di Abu Dabhi d'accordo con la Dubai Health Authority (DHA). Il risultato dell'esame, svolto nel rispetto delle misure di sicurezza adottate per il Coronavirus, è pervenuto in poco più di dieci minuti. Accanto al test sul sangue, meno invasivo e più veloce, potrebbe essere adottato anche il nuovo test salivare che consente, in un tempo compreso dai 3 ai 6 minuti, di sapere se una persona è infettata da Sars-CoV-2. Il nuovo strumento sarà in grado di diagnosticare la positività al Covid-19 attraverso la saliva e funziona analogamente ad un test di gravidanza: la saliva viene raccolta su una striscia di carta assorbente e trattata con un apposito reagente: se compare una banda, il soggetto è negativo, se due bande, è positivo. Una soluzione rapida e veloce che potrebbe interessare tutte le compagnie aeree prima di far salire a bordo i propri passeggeri, oltre ai termoscanner giù in uso quando si arriva da un'altra destinazione. A Fiumicino c'è una novità: è il primo scalo in Europa a dotarsi dello “smart helmet”, un termoscanner portatile che si avvale della realtà aumentata per rilevare ad una distanza fino a 7 metri la temperatura corporea dei viaggiatori, come dimostra la foto in basso.

Quanto costa andare in Europa

Mentre le più importanti compagnie di bandiera stanno cominciando a riprendere regolarmente a volare tra le nazioni, come fa Klm e come farà Alitalia a partire dal 1° giugno, il costo medio di un biglietto aereo per volare in Europa potrebbe aumentare anche del 49% passando da 125 euro del 2019 a 186 euro nelle prossime settimane. Come riporta il Sole24Ore, questo accadrebbe se le compagnie venissero obbligate a tenere vuoto il posto in mezzo in ogni fila da tre, la tipica disposizione dei sedili nei voli di breve e medio raggio secondo quanto previsto dalla Iata, l’associazione mondiale delle compagnie, nettamente contraria all’introduzione dell’obbligo del posto vuoto in mezzo. In ogni caso, per limitare i contatti anche con hostess e steward, una volta a bordo potremmo dire addio dire ai pasti e alle bevande fuori dagli orari prestabiliti, ma sarà consegnato solo un pasto preconfezionato su quelle tratte in cui è previsto. Non saranno più disponibili neppure auricolari, cuscini, coperte e kit di benvenuto: chi vorrà potrà portarseli da casa.

Quarantena obbligatoria: ha senso viaggiare?

C'è anche da dire che, però, qui si fanno i conti senza l'oste: tecnicamente, se saranno introdotti nel breve termine i "passaporti sanitari", non dovrebbe essere un problema viaggiare nelle nazioni che riapriranno i confini. Dall'altro lato, però, come accade adesso sia per i viaggi in Europa che per spostarsi tra regioni in Italia, potremmo essere obbligati ad una quarantena obbligatoria anche in quei paesi europei con i confini aperti (come nel caso della Norvegia). Questo significa che bisognerebbe trascorrere 14 giorni chiusi in hotel o nella struttura prescelta prima di godere del relax delle ferie e di girare liberamente. Ma non è finita qui, perché al rientro in Italia, secondo l'ultimo Dpcm del governo, ci si ritroverebbe nella stessa situazione: altra quarantena obbligatoria con tamponi il primo giorno ed il quattordicesimo (è obbligatorio per chi fa rientro dall'estero). Al solo pensiero, probabilmente, passa la voglia di spostarsi per fare la vacanza.

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