Violenza sessuale su bimba di 9 anni. "Portata in una stanza e palpeggiata"

Il brutale episodio sarebbe avvenuto nei primi giorni del mese di luglio

Le accuse nei suoi confronti sono pesanti, ma lui nega. Eppure la versione di F.F.P.,71 anni di Trepuzzi, non ha convinto il giudice per le indagini preliminari Giulia Pronto. Nei confronti dell'impuntato sono scattati così gli arresti domiciliari. L'ordinanza è stata eseguita nella mattina di venerdì 13 settembre dai Carabinieri del Comune in provincia di Lecce. L'uomo deve rispondere di violenza sessuale nei confronti di una minorenne, con l'aggravante di avere meno di dieci anni. Il fatto risale ai primi giorni del mese di luglio. La piccola (9 anni) di mattina presto, fu mandata dalla madre nella piccola attività commerciale gestita dal 71enne per acquistare delle salviette. Non era per lei questa la prima commissione, in quel negozio ci era stata altre volte e non poteva immaginare l'inatteso e brutale episodio di cui sembrerebbe essere stata vittima. L'anziano, infatti, con l'accusa di sistemarle il vestitino da lui ritenuto sconcio, l'avrebbe portata nel retrobottega, approfittando dell'assenza in quel momento di clienti. Qui, lontano da occhi e orecchie indiscrete, avrebbe infilato le mani sotto l'abito della bambina per palpeggiarla. L'uomo l'avrebbe anche invitata a toccarsi di notte, dicendole altresì di non raccontare nulla a nessuno. In "cambio" di quella violenza sessuale, un pacchetto di chewingum.

La bimba, visibilmente turbata, si è confidata con la madre. Il padre, ancor prima che la vicenda fosse denunciata in caserma, ha fatto irruzione nell'esercizio commerciale e, gonfio di rabbia, ha preso a schiaffi il presunto responsabile. Agli occhi degli inquirenti sono molti gli elementi che rendono credibile la narrazione della vittima. A questi si aggiunge il racconto di una testimone che dichiara di aver sentito i commenti dell'uomo circa gli abiti succinti della piccola. Il sopralluogo svolto dai Carabinieri ha inoltre permesso di accertare la reale presenza di uno stanzino scuro, senza finestre corrispondente alla descrizione fornita dalla bambina. La stessa è stata ascoltata da una psicologa e ha ricostruito con dovizia di particolari l'accaduto. Il 71enne, difeso dall'avvocato Antonio Savoia, si è difeso fornendo una versione differente dei fatti. Ha confermato solo che quella mattina la bimba aveva una maglietta larga, a suo dire sconcia. Dopodiché le avrebbe dato le salviettine e regalato le gomme da masticare, il tutto alla presenza di altri clienti. Secondo il gip, tuttavia, tali dichiarazioni non sono credibili.

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