Virus, calano i contagi in Cina e Corea del Sud: ora l'attenzione è in Europa e America

Per la prima volta dall'inizio dell'epidemia, il 20 gennaio scorso, iniziano a calare i contagi nei due Paesi asiatici (finora i più colpiti). Il presidente cinese Xi Jinping, per la prima volta dalla diffusione del Covid-19, ha fatto visita alla città di Wuhan

Se il contagio da coronavirus inizia a salire per diversi Paesi del mondo fuori dall'Asia e conta, in totale, 2.025 decessi registrati oggi e 114.458 casi, in Cina inziano invece a registrarsi il numero di positivi e di morti più basso dall'inizio dell'epidemia, che risale al 20 gennaio scorso. Secondo quanto riportato da La Stampa, che riporta quanto riferito dalla commissione sanitaria nazionale, in queste ore sarebbero stati registrati solamente 19 nuovi casi e 17 vittime: 17 dei nuovi malati sarebbero stati rilevati nella regione dell'Hubei (epicentro del focolaio), così come le 17 vittime. Intanto, un nuovo caso è stato riscontrato a Pechino e un altro nella provincia di Guangdong.

L'arrivo di Xi Jinping a Wuhan

E, come riportato dal Corriere della sera, Xi Jinping in queste ore ha visitato Wuhan, per segnalare ai cinesi e agli abitanti della città, costretta da settimane di quarantena obbligatoria, che qualche risultato nella battaglia contro il Covid-19 inizia a vedersi. Il presidente cinese è arrivato dal suo quartier generale di Zhongnanhai di Pechino e si è diretto direttamente all'ospedale di Huoshenshan, il centro con mille posti letto costruito in dieci giorni per ricoverare i pazienti affetti da coronavirus. Nelle prime immagini del leader cinese diffuse dal Quotidiano del Popolo, il presidente avrebbe indossato una mascherina verde e avrebbe parlato ai medici, ai civili e ai militari mantenendo una distanza di sicurezza di diversi metri. E per rivolgere anche il suo incoraggiamento ai malati e al personale sanitario che li sta curando nelle strutture preposte di Huoshenshan, il leader cinese si sarebbe collegato in videoconferenza da una sala distante.

I numeri della Corea del Sud

Anche la Corea del Sud, fino a qualche ora fa uno dei Paesi più colpiti al mondo e fino a ieri il secondo maggiore focolaio al di fuori della Cina continentale, avrebbe migliorato i suoi numeri. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano, per la prima volta in due settimane nel Paese sarebbero stati registrati soltanto 131 nuovi casi e tre decessi. Le autorità coreane, infatti, avrebbero parlato di un superamento del picco del contagio: "È il quarto giorno consecutivo che in Corea del Sud si registra un calo nel numero di casi positivi al coronavirus".

Le campagne di contenimento

In base alle prime informazioni, l'ipotesi più probabile legata a questo calo in Corea (con 7.513 casi e 54 morti) sia tutta da ritrovare nelle massicce campagne di contenimento per arginare il Covid-19, la quarantena, il ricorso alle strutture sanitarie anche per i pazienti con sintomi lievi e test precoci (soltanto la capitale, Seul, ha la capacità di eseguire circa 15mila test diagnostici al giorno e finora avrebbe effettuato 196mila esami a livello nazionale gratuitamente). Le autorità sanitarie coreane, poi, pensano che il contagio nel Paese sia dipeso, per il 63% delle infezioni, dall'unica fonte legata alla setta religiosa Shincheonji, i cu membri sono stati identificati e poi isolati.

I nuovi contagi nel mondo

E se l'Asia inizia a vedere scendere il numero dei positivi al coronavirus, nel resto del mondo la diffusione della malattia sembra proseguire. Oltre all'Italia, che nelle ultime ore ha reso più stringenti le misure di contenimento per evitare che il servizio sanitario collassi, in Francia il numero di casi sarebbe arrivato a oltre 1.100 persone, con almeno 19 deceduti, e l'Europa, in generale, teme un'epidemia diffusa. Anche Germania e Spagna, infatti, avrebbero riportato diversi casi.

La situazione in America

Negli Stati Uniti, nelle ultime ore, sarebber stati confermati quasi 500 casi di Covid-19 e 19 decessi. I peggiori focolai, almeno in questo momento, si sarebbero registrati nello Stato di New York, dove Andrew Cuomo sta continuando a monitorare la situazione, e in California. Diversi governatori, infatti, avrebbero dichiarato lo stato d'emergenza. Il senatore Ted Cruz e il deputato Paul Gosar, entrambi repubblicani, si sarebbero messi in quarantena volontaria dopo avere avuto contati con una persona positiva, preoccupati che, pur magari senza sitnomi specifici, potessero diffondere il virus a loro volta.

Trump: "Stiamo andando bene"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in queste ore avrebbe fatto sapere di non essere troppo allarmato: "Stiamo andando molto bene, non vedo perché dovrei preoccuparmi". L'ex tycoon non è stato sottoposto al test, nonostante abbia stretto la mano e viaggiato sull'Air Force One con due deputati repubblicani esposti al contagio. A farlo sapere è stata la Casa Bianca, precisando che "non ce n'è bisogno, visto che il presidente americano non presenta sintomi e non è confermato che i due deputati siano stati contagiati".

I deputati isolati

Due deputati del Gop, che sono stati in stretto contatto con Trump, invece, si sarebbero messi in quarantena volontaria, perché hanno incontrato una persona positiva. Matta Gaetz e Doug Collins, da ieri, sono in isolamento per due settimane, ma avrebbero dichiarato di essere asintomatici. Gaetz avrebbe volato con il presidente americano sull'Air Force One, da Orlando a Washington, e proprio in volo sarebbe stato informato di aver avuto contatti con una persona positiva al coronavirus, durante la Cpac, un evento in Maryland del partito repubblicano, il mese scorso (a cui avrebbero partecipato anche Trump e il suo vice, Mike Pence).

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Commenti

jaguar

Mar, 10/03/2020 - 10:57

Forse ci si può fidare di più della Corea, ma della Cina assolutamente no.

venco

Mar, 10/03/2020 - 14:15

Calano i contatti fra i giovani, ma i vecchi non contano in Cina.