Il terribile virus dei salmoni: che cosa accade

Un virus sta annientando i salmoni. Partito dagli allevamenti ora colpisce anche gli esemplari selvatici e ne causa il collasso degli organi

Il terribile virus dei salmoni: che cosa accade

È scattato l'allarme dalle coste pacifiche del Canada: c'è un virus, il Piscine orthoreovirus (PVR), che sta infettando numerosissimi pesci causandone il collasso degli organi interni. Fegato e reni sono i primi a cedere.

Si tratta di un virus nato dai salmoni di allevamento che ora è riscontrabile anche nei salmoni selvatici e la causa è l'uomo. Negli ultimi decenni infatti il movimento di consistenti stock ittici dall'Atlantico al Pacifico non ha fatto altro che velocizzare il processo.

Scoperto nel salmone atlantico d'allevamento, come scrive la Repubblica, ora si sta diffondendo anche negli esemplari di Oncorhynchus gorbuscha, ossia quelli selvatici che nuotana nel Pacifico. Questo avviene a causa delle gabbie galleggianti presenti in mare aperto che, involontariamente, favoriscono la proliferazione di parassiti e la diffusione del virus. Questo non porta ad altro che effetti catastrofici per gli ecosistemi.

Questo è ciò che sottolinea uno studio pubblicato dalla rivista Science Advances e portato avanti grazie alla sinergia tra la Università of British Columbia, Strategic Salmon Health Initiative (SSHI), FIsheries and Oceans Canada (DFO), Genome British Columbia e Pacific Salmon Foundation. La ricerca parte dagli allevamenti dei salmoni in Norvegia e dimostra come la presenza del virus sia più distruttiva negli allevamenti della Columbia britannica. Viene evidenziato come la principale vittima del PVR sia proprio il salmone reale selvatico quando è vicino alle zone dove viene realizzata l'acquacoltura. Il virologo Gideon Mordecai, ricercatore della University of British Columbia è arrivato alla conclusione che "gli allevamenti intensivi di salmone fungono da amplificatori della trasmissione del Prv". È stato possibile dopo il sequenziamento del genoma del virus e la verifica della stretta parentela tra quello che colpisce le popolazioni selvatiche e falcidia gli altri. “Il sequenziamento del genoma del virus indica chiaramente che la sua diffusione è legata all’acquacoltura e agli alti tassi di infezione virale negli allevamenti di salmoni” ha spiegato sempre Mordecai.

Le conseguenze del trasferimento, nell'ambito della zootecnica, di stock ittici da una parte all'altra del mondo "non devono sorprendere", afferma Paola Beraldo, esperta di parassitologia e malattie parassitarie all'Università degli Studi di Udine. "Non deve sorprendere il passaggio di virus e batteri da animali domestici a animali selvatici, o viceversa" - chiarisce Beraldo - "soprattutto nel caso di biomasse molto concentrate, che favoriscono la capacità di riprodursi dei patogeni. Non sempre noi umani sembriamo considerare le conseguenze delle nostre azioni".

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