Cronache

"Viviana prendeva psicofarmaci". L'ipotesi omicidio-suicidio

L’omicidio-suicidio è ancora una delle ipotesi. Si spera ancora di ritrovare il piccolo Gioele vivo. Viviana soffriva di depressione da alcuni anni

"Viviana prendeva psicofarmaci". L'ipotesi omicidio-suicidio

Viviana Parisi, la dj trovata morta dopo essere scomparsa con il figlio Gioele di 4 anni, era in cura e assumeva psicofarmaci. Già nei giorni scorsi erano emersi alcuni particolari riguardanti la salute mentale della 43enne.

Viviana era cambiata

La cognata Mariella Mondello aveva raccontato che la Parisi era cambiata con l’emergenza coronavirus e spesso soffriva di manie di persecuzione. E spesso raccontava al marito di essere pedinata da qualcuno. Purtroppo l’ipotesi dell’omicidio-suicidio è ancora sul tavolo degli inquirenti, anche se la speranza di ritrovare Gioele sano e salvo è ancora viva. La madre potrebbe aver ucciso il bambino e poi deciso di farla finita, uccidendosi a sua volta. L’autopsia sul corpo di Viviana non ha però, almeno per il momento, fugato i dubbi e saranno necessari ulteriori esami per poter dare risposte certe sulla causa della morte della giovane dj. Al momento non viene quindi esclusa nessuna pista.

Luigi Parisi, il padre, ha raccontato che la figlia era molto preoccupata per il Covid-19 e che lo chiamava sempre, sperando di vederlo presto. "Il coronavirus l'aveva turbata, ci sentivamo tutti i giorni con la videochiamata voleva venire a Torino ma le ho detto scendo a settembre in Sicilia, prima non è possibile perchè soffro il caldo. L'ho sentita il giorno prima, aveva acquistato un materassino per il bambino ed era andata al distributore per farlo gonfiare. Non so cosa possa essere successo ognuno di noi reagisce diversamente" ha detto l’uomo. Anche il nonno paterno, Letterio Mondello, ha raccontato di una nuora dolcissima e brava che non abbandonava mai il proprio bambino. Ma anche lui ha raccontato che la 43enne era molto turbata ed era stata anche ricoverata in ospedale.

La depressione post-partum

Da qualche anno una malattia oscura sembrava occuparle la mente, aveva anche sofferto di depressione post partum, e tutto era peggiorato con il lockdown. Forse la depressione ha preso il sopravvento. La paura di contrarre il coronavirus, il terrore di perdere i propri cari e la lontananza dal lavoro che amava le hanno creato nella mente angosce improvvise, come il timore di esserre seguita e perseguitata da qualcuno. E poi ci sono i suoi post sulla pagina facebook che facevano ben capire il difficile momento che la donna stava attraversando.

Solo di un mese fa quello che meglio racconta il disagio e la depressione che la attanagliavano: “Cinque anni fa i miei ormoni sono cambiati e gli ormoni di una donna sono veramente complicati e difficili da gestire. Alla nascita del mio cucciolo il suo mondo mi rapì sia con il cuore che con la mente. Il mio tempo non lasciò spazio ad altri pensieri. Mi travolse. Prima di tutto mi coinvolse un senso di protezione quindi iniziai ad aver cura di tutto il suo grande universo... Fino a un anno e mezzo fa lo nutrii col mio seno. Decisi poi a malincuore di non dargli più il mio latte nonostante ne avessi ancora proseguii con quello che mi prescrisse il pediatra, così arrivò il primo distacco come quello del cambio dei quindici pannolini quotidiani al vasino e... quello del baldacchino alla culla più grande... La musica per me cambiò...". Un grave malessere nel suo cuore che neanche gli psicofarmaci erano riusciti ad alleviare e curare.

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