L’Inghilterra sta man mano rinnegando la propria storia, cultura e radici in nome dell’Islam. È il Paese che, forse, sta cambiando faccia più rapidamente nel Vecchio Continente e lo sta facendo con la spinta delle comunità musulmane che cercano di imporre la propria religione e cultura a scapito di quella locale. E lo fanno trovando dall’altra parte il terreno fertile del progressismo e della finta accoglienza, che diventa però sottomissione e apre autostrade a chi ha nella vocazione del proprio credo la conquista.
Nel nord dell’Inghilterra è stato presentato il progetto “Share the journey” che ha lo scopo di “dimostrare un approccio sensibile e positivo alla diversità religiosa e culturale a alunni, genitori e tutori”. In teoria sarebbe anche un buon proposito ma se poi si analizza nel dettaglio, viene fuori che tra le pagine di quel documento si spiega che i disegni dei bambini potrebbero essere considerati blasfemi perché contrari ai dettami dell’Islam, così come la danza e la musica contravvengono agli insegnamenti della religione di Maometto. “Le scuole vorranno essere flessibili nel soddisfare le differenze religiose”, si legge ancora, il che significa assecondare le “sensibilità” dei genitori musulmani in merito all'"insegnamento di aspetti dell'arte, della danza, del dramma, della musica, dell'educazione fisica, dell'educazione religiosa e della RSHE". Insomma, le lezioni dovranno essere fatte in modo tale che non si urtino le sensibilità islamiche: e pazienza se si cancella la cultura cristiana del Paese, impedendo ai bambini di disegnare Gesù.
“Nell'Islam, la musica è tradizionalmente limitata alla voce umana e agli strumenti a percussione non sintonizzabili come ai tempi del Profeta, quando venivano usati solo nelle cerimonie nuziali e sul campo di battaglia”, si legge ancora nella guida, dove vengono espresse riserve anche sul contatto fisico tra bambini maschi e femmine. “Ormai siamo all’assurdo. Se, per non urtare i musulmani, si comincia a “sconsigliare” agli insegnanti di far disegnare ai bambini o di considerare blasfeme le lezioni di musica e danza, vuol dire che siamo arrivati a un punto di non ritorno. L’aspetto più preoccupante è che la sinistra è convinta che questa sia una strada positiva verso l’integrazione, quando invece è solo sottomissione culturale.
Intanto nelle scuole si nascondono crocifissi, si cancellano i canti di Natale e i presepi. La sinistra, in tutta Europa, sta calpestando i nostri valori e le nostre tradizioni per inseguire il voto delle comunità islamiche”, ha dichiarato Silvia Sardone, vicepresidente ed europarlamentare della Lega.