Le carte scomparse dei Savoia sarebbero a Madrid

L'ex ambasciatore Bondioli Osio avrebbe scoperto il destino dei faldoni più scottanti

Le carte scomparse dei Savoia sarebbero a Madrid

Le carte dell'archivio che re Umberto II (1904-1983), durante l'esilio, custodiva nella sua residenza portoghese a Cascais, «relative al periodo 1915-45 e destinate all'Archivio di Stato di Torino», sarebbero «scomparse». Questa rivelazione si trova in un articolo che l'ambasciatore a riposo Mario Bondioli Osio, dal 1995 al 2003 presidente della Commissione Interministeriale per il recupero delle opere d'arte, ha scritto per il nuovo numero di Nuova Storia Contemporanea, diretta da Francesco Perfetti. Non solo. «Un armadio pieno di faldoni» relative al '900, al fascismo, alla luogotenenza di Umberto II e ai rapporti tra Vittorio Emanuele III e Mussolini «sarebbe stato visto a Madrid in casa di un amico dei figli dell'ultimo re d'Italia», scrive sempre l'ex ambasciatore. Poche righe, ma sufficienti a riaprire il giallo sulle carte dei Savoia, o meglio su quei faldoni che dopo il 1993 non sarebbero mai arrivati all'Archivio di Stato di Torino.

All'epoca fonti anonime vicine alla Real Casa, riprese anche dal Corriere della Sera, parlarono di una «massa documentale molto più ampia» rispetto a quella nota: «200 mila infolii, di carteggi e di un'intera biblioteca che conterrebbe “segreti” di grande interesse storico». Ovviamente gli eredi smentirono ma i dubbi rimasero. E ora se ne sommano di nuovi: chi furono questi «amici» dei figli di Umberto II a tenere nella capitale spagnola quelle carte sparite? Mario Bondioli Osio non lo dice. L'ex ambasciatore si è limitato a dichiarare: «Nomi non ne faccio, perché si tratta di una persona scomparsa. Peraltro egli non era alieno dal mostrare i faldoni ai suoi amici». Quindi, questo personaggio misterioso ma di cui Bondioli Osio conosce l'identità teneva in casa sua a Madrid le carte dei Savoia. Sull'ipotesi lanciata da Bondioli Osio si è espresso anche Francesco Perfetti: «Il mistero delle carte sussiste perché c'è un buco temporale in quelle consegnate allo Stato italiano. Sono state fatte diverse ipotesi, da quella che fossero state distrutte direttamente da Umberto II a quella di una consegna a persone fidate... Le parole dell'ex ambasciatore... suggeriscono una nuova pista di indagine».

Commenti