«Ho letto il libro senza preconcetti È pieno di anomalie sorprendenti»

Eleonora Andretta - interprete, traduttrice, esaminatrice Cambridge ESOL (gli esami di inglese come seconda lingua per le certificazioni internazionali) e insegnante - è la principale protagonista della polemica intorno agli anglicismi contenuti in Io sono Dio di Giorgio Faletti.
Come è iniziata?
«Io ho semplicemente letto il libro e mi sono saltate all’occhio frequenti anomalie che, mi sono accorta man mano, erano calchi dall’inglese: una sorta di traduzione letterale di espressioni idiomatiche, e non solo di queste».
E di cosa altro?
«Anche di sostantivi. Per esempio “tavolino da notte” non è forse molto simile a “night table”? In italiano diremmo “comodino”. Oppure ricordo l’uso di “pretend” come “pretendere” anziché “fingere”, che è il suo significato originale».
Come si spiega tutto questo secondo lei?
«Si possono fare molte ipotesi. Una potrebbe essere la presenza di un testo inglese pre-esistente, magari scritto dallo stesso Faletti in quella lingua. Un’altra ipotesi potrebbe essere la scrittura del testo da parte di una seconda persona, di madrelingua inglese».
Ipotesi toste...
«Sia chiaro che come prove io ho a disposizione soltanto il testo e quello che mi dice la mia competenza. Poi, tutto può essere. A proposito della polemica sorta, però, trovo che Faletti - con quelle parole che ha scritto - ha oltrepassato il limite del buon gusto e del rispetto».

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