In Liguria il festival di Borgio Verezzi: con le canzoni popolari racconta il '900

Stasera in scena "Parlami d'amore Mariù'', con le musiche di Bixio. Il direttore Stefano Delfino: "Cartellone rifatto, più spettacoli low cost. Daremo ancora soddisfazioni al pubblico". Dodici rappresentazioni in scena fino al 22 agosto

Un festival in direzione ostinata e contraria, verrebbe da dire, citando Fabrizio De Andrè, su queste terre liguri nume tutelare più che altrove. Il festival teatrale di Borgio Verezzi - richiamo di intrattenimento culturale per i “foresti” lombardi e piemontesi in vacanza nel Ponente - quest’anno c’è, nonostante l’incertezza dovuta al Covid 19, che fino a non molte settimane fa sconsigliava qualsiasi intrapresa dove ci sia pubblico. “Noi siamo stati ottimisti”, dice il direttore Stefano Delfino, “anche se la stagione prevista, tutta di prime nazionali, è stata sconvolta. Le compagnie non potevano provare, alcune hanno gettato la spugna per le difficoltà. Abbiamo rifatto il calendario: meno date e spettacoli per forza di cose low cost. Ma sono certo che daremo soddisfazione al pubblico. Siamo partiti ieri, 24 luglio, con uno spettacolo in prima nazionale, in replica stasera, che attraverso le canzoni più popolari racconta il Novecento”. Si chiama “Parlami d’amore Mariù”, scritto da Paolo Logli e diretto da Francesco Bellomo. I motivi sono del compositore napoletano Cesare Andrea Bixio, che tra gli oltre 500 brani scrisse anche la melodia di quello che dà il titolo, un successo di Vittorio De Sica: era nella colonna sonora del film “Gli uomini che mascalzoni”, del 1932. Le canzoni sono rielaborate da Roberto Procaccini, con protagonisti Rocío Muñoz Morales, Paolo Conticini e Alessandra Ferrara, accompagnati dai musicisti Alessandro D’Acrissa e Andrea Biagioli.

“Uno spettacolo, come gli altri di questa 54esima edizione”, dice Delfino, “ispirato alla leggerezza. Il pubblico all’aperto, nella splendida piazza sant’Agostino di Verezzi, con vista unica sul mare, sarà meno numeroso degli anni precedenti. Abbiamo dovuto ridurre i posti, per la sicurezza: ci stanno circa 250 persone. Ma va bene così, sono felice che il festival si faccia. E ringrazio il sindaco Renato Dacquino, che non ci ha fatto mancare il sostegno economico. Come il ministero retto da Dario Franceschini, del resto: stiamo aspettando i fondi. Avremo un po’ meno dalla Regione Liguria, ma pazienza”. In tutto gli spettacoli in cartellone sono 12, di cui tre prime nazionali, a partire dalla messinscena che inaugura per finire con quella che chiude: “Nota stonata”, testo francese di Didier Caron, in Italia per la prima volta diretto da Moni Ovadia. Vedremo un direttore d’orchestra che riceve un fan assillante: dal loro confronto emergeranno i fantasmi del passato. Non si terranno le suggestive rappresentazioni nelle Grotte di Borgio Verezzi: troppo complicata la sanificazione. “Ma una prima nazionale, ‘Giuda’ con Maximilian Nisi”, dice il direttore, “la vedremo nel teatro Gassman di Borgio”.

Tra i protagonisti del Festival che termina il 22 agosto, Michela Andreozzi, Gaia de Laurentiis, Roberto Ciufoli, Antonio Cornacchione, Michele La Ginestra, Stefano Masciarelli, Giuseppe Pambieri e Gabriele Pignotta. Cornacchione sarà sul palco con Sergio Sgrilli in “Noi siamo voi! Votatevi”, presa in giro della politica; Pignotta è interprete del suo comicissimo atto unico, “Toilet”. La biglietteria del festival è aperta: sul portale tutti i dettagli per gli acquisti e gli ingressi in sicurezza e informazioni spettacolo per spettacolo.

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