Il mistero del genoma umano: tracce di organismi primordiali

Dopo aver anticipato i tempi raccontando l'incubo della pandemia, Quammen ci racconta l'albero intricato della vita e i misteri nascosti nel dna dell'uomo

Immaginate un albero, di quelli secolari. Alla base, il tronco affonda le proprie radici nella terra. Non puoi vedere fino a dove arrivano. Puoi immaginarlo. È da lì che viene. È da lì che succhia linfa vitale, giorno dopo giorno. Punti, poi, lo sguardo verso l'alto e la chioma è tanto grande da coprire la visuale del cielo azzurro che gli piomba addosso. È immobile, ma in continua mutazione. Da lontano sembra un tutt'uno ma, mano a mano che ti avvicini, puoi scorgere ogni diramazione dei suoi rami. Verrebbe da dire: proprio come la vita. Ma non è così. Questa poteva, infatti, essere un'immagine che andava bene per descrivere, anche se in modo sommario, l'intuizione che aveva avuto Charles Darwin quando, nello scrivere L'origine della specie nel 1859, illustrava quanto aveva appreso durante il secondo viaggio a bordo della HMS Beagle e metteva le basi alla teoria dell'evoluzione facendo così sgretolare il credo creazionista secondo cui la vita data da Dio è immutabile. Si trattò di una vera e propria rivoluzione per la biologia, ma ben presto anche l'idea secondo cui le informazioni ereditarie si trasmettessero solo verticalmente fu superata. La scoperta del trasferimento genico orizzontale ha, infatti, rivelato che in alcuni casi il materiale ereditario viene trasmesso lateralmente. Saltando da una linea all'altra.

Mentre eravamo chiusi in casa, obbligati dal lockdown imposto per contenere la pandemia da coronavirus, molti di noi hanno ripreso in mano un capolavoro uscito dalla penna di David Quammen, Spillover. L'evoluzione delle pandemie (Adelphi). Lo aveva scritto in tempi non sospetti, era il 2012 (in Italia sarebbe uscito un paio di anni dopo), ma già preconizzava quello l'inferno in cui ci siamo venuti a trovare quest'anno. Il salto di specie, dall'animale all'uomo, e la nascita di una malattia di cui non si conosce cura. "La zoonosi (il salto di specie, ndr) – ci metteva in guardia – è una parola del futuro, destinata a diventare assai più comune nel corso di questo secolo". Mentre correvamo a studiare quello che ci stava esplodendo in torno, il saggista statuniteste, autore anche del bellissimo Alla ricerca del predatore alfa, ci metteva davanti a un altro processo in atto da sempre: l'evoluzione della specie. In libreria è, infatti, arrivato da qualche settimana, sempre edito da Adelphi, L'albero intricato. Si tratta di un saggio puntuale (come lo sono sempre i suoi lavori), in alcuni tratti anche ostico, che ha il pregio di aiutare a capire quei processi millenari che da sempre plasmano la vita e che, grazie alla scoperta fatta da Carl Woese negli anni Settanta con il suo lavoro su batteri e archei, si è compreso essere molto più intricati di quanto non immaginassimo. "Woese era uno scienziato mosso dalla più intensa curiosità sulle domande più profonde riguardanti la vita sulla Terra - spiega Quammen in una recente intervista al Giornale - utilizzò la biologia molecolare per rispondere a quelle domande".

È stato Woese a scoprire che i geni non si spostano soltanto in senso verticale, passando cioè da una generazione alla successiva, ma anche lateralmente. Non solo. Possono addirittura attraversare i confini di specie o passare da un regno a un altro. L'uomo stesso è una sorta di mosaico composto da molteplici forme di vita. Siamo "l'equivalente genetico di una trasfusione di sangue". Per almeno l'otto per cento, infatti, il nostro genoma presenta residui di retrovirus che hanno intaccato il dna dei nostri antenati. Si chiama eredità infettiva. Alcuni di questi si sono riadattati e hanno inizato a svolgere funzioni a dir poco fondamentali. Ne è un esempio la sincitina 2, il gene produttore della membrana che, durante la gravidanza, si sviluppa fra la placenta e il feto per portare il nutrimento al nascituro e smaltire gli scarti. Senza di quello non sarebbe possibile la gravidanza.

L'albero descritto da Quammen è a dir poco intricato. E più ti spinge a guardare dove siamo arrivati, più ti obbliga a volgere lo sguardo verso dove tutto ha avuto inizio. Che, poi, è la domanda che muove tutto quanto. "Ci sono prove molecolari forti - spiega Quammen - secondo cui una cellula di archeo sia stata la cellula ospite del primo evento di endosimbiosi che ha condotto alla linea di discendenza di cellule complesse che, oggi, chiamiamo eucarioti, ai quali apparteniamo anche noi". Tra i "donatori" possiamo, infatti, ritrovare organismi primordiali che popolavano la Terra miliardi di anni fa. Oggi abitano in ciascuno di noi in una simbiosi che, come ci fa notare lo scrittore americano, dovrebbe spingerci a interrogarci sui concetti di specie e di individuo.

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Commenti
Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Dom, 26/07/2020 - 11:36

Ecco da dove "sgorga" il peccato originale motore di tutte le disgrazie del genere Homo Sapiens".

Ritratto di cuoreitaliano

cuoreitaliano

Dom, 26/07/2020 - 12:56

Cari ragazzi ( due ) giornalisti immaggino...eravamo chiusi in casa per colpa del CONFINAMENTO non del "Lockdown" siamo italiani diamine! Provate a sfogliare giornali spagnoli e francesi e guardate se sono così succubi degli americani da scrivere il termine americano oppure scrivono nelle loro lingue? Anche la piccola Catalogna e il Portogallo e la Romania e la Moldavia usano i corrispettivi delle loro lingue! Noi dobbiamo essere gli unici succubi sottomessi? Datevi una scossa per piacere,un po' di sano amore per la propria lingua e cultura.

investigator13

Dom, 26/07/2020 - 13:09

fosse la causa, lo scioglimento dei ghiacciai sempre più consistenti che poi portano alla luce virus nascosti da millenni e millenni. Sotto questo aspetto una pandemia è l'evoluzione del corpo umano chiamato a resistere nel tempo che è sempre in trasformazione, causa anche per ciò che noi chiamiamo progresso; tra scienza, tecnologia e quant'altro del genere. Forse anche la densità degli abitanti sulla Terra, siamo sempre di più, che necessita rafforzare le proprie difese per sopravvivere ai cambiamenti della natura oggi più veloci e innaturali a danno dell'uomo. Quindi il segreto è nel DNA sempre pronto al cambiamento: Sapienza divina.

Luigi Farinelli

Dom, 26/07/2020 - 13:28

Naufragata la teoria evoluzionista (fatta passare per "scienza"), tanto cara agli ateo-razionalisti fra cui Piero Angela (sempre alla ricerca dell ' "anello mancante", anche dopo la scoperta del DNA) ecco un altro tentativo di dimostrare che dall'ameba è nato l'uomo capace di lanciare uno sguardo nell'universo per chiedersi chi (o cosa) realmente lui sia. Spero che fra poco non facciano subire lo stesso trattamento subito dal compianto prof. Sermonti, impossibilitato a parlare alla Sapienza di Roma per presentare il suo libro "Dimenticate Darwin", impedito fisicamente e con minacce dal "progressismo" militante a favore del Pensiero Unico. Qualsiasi teoria va benissimo, purchè non si abbia subito la pretesa di trasformarla in "verità scientifica" solo perchè politicamente corretta (in barba al metodi di indagine scientifica) per poi imporla come dogma "progresssta".

agosvac

Dom, 26/07/2020 - 14:35

Che Dio abbia creato l'uomo a sua immagine e somiglianza, ormai ci credono in pochi. Che il Principio Supremo abbia creato la Natura che si è occupata di creare tutto ciò che oggi popola la Terra , è più credibile. L'uomo stesso è il risultato di continue modifiche che poi hanno portato alla sua nascita in quanto uomo e non più animale terrestre. Questo scienziato ha scoperto che l'uomo è il risultato finale di molti tentativi. Ho letto, da qualche parte, che, una volta, c'erano diversi tipi di uomini che circolavano sulla terra per poi accoppiarsi tra di loro fino ad arrivare a questo risultato finale: è sopravvissuto il più forte. Ovviamente si tratta di cose così lontane nel tempo che sarebbe molto difficile trovare delle prove a conferma. Una cosa è sicura: i primi tentativi di uomo sono apparsi sulla Terra molto tempo prima di quanto si creda e non è stata la prima specie dominante: i dinosauri hanno dominato per 50 milioni di anni.

Luigi Farinelli

Dom, 26/07/2020 - 14:57

@Cuoreitaliano 12:56: considerazione giustissima. E hanno pure cercato di imporre corsi di laurea, IN ITALIA, esclusivamente in lingua inglese (con la scusa della la globalizzazione). Ma a volte si hanno delle rivincite. Ero in Somalia per lavoro nella prima metà degli anni '8o. A Mogadiscio c'era un'ottima università, di ingegneria e medicina, fondata e gestita esclusivamente dall'Italia e con lingua italiana obbligatoria. Ricordo un aspirante professore di estrazione anglosassone estremamente irritato perchè, per poter essere assunto, doveva sostenere l'esame di italiano. Purtroppo, la rivoluzione islamica ha poi distrutto un Paese che, nonostante le falsità propalate sul periodo coloniale italiano (vedere libri di Del Boca) dai "progressisti" avrebbe potuto (come l'Eritrea) rimanere agganciato al sistema geopolitico italiano. Un turista si sarebbe trovato a casa. E certamente non in un ambiente ostile e l'italiano era corentemente parlato, assieme al somalo e l'arabo.

RolfSteiner

Dom, 26/07/2020 - 15:20

L'unico mistero dell'Universo rimane la quantita' di boccaloni che si abbeverano allo scientismo assoluto, fatto di teorie che pateticamente si smentiscono l'una con l'altra.

tremendo2

Dom, 26/07/2020 - 16:22

io mi diverto a sentire gli scienziati che ormai sono costretti ad ammettere che hanno sempre meno certezze.

roberto zanella

Dom, 26/07/2020 - 16:23

Ecco perchè devono tornare presto gli Elohim in Mesopotamia o in Israele dove lo aspettano dai tempi della loro Bibbia. Abbiamo bisogno di un innesto di correzione che solo loro possono fare avendoci clonati da Adamo in poi...portato sulla Terra per fare diventare gli ominidi già presenti degli omimidi sapiens....

roberto zanella

Dom, 26/07/2020 - 16:54

SONO I TELOMERI CHE NELLO SPAZIO NON SI ACCORCIANO COSI GLI ELOHIM CAMPANO PER MIGLIAIA DI ANNI E I PRIMI IBRIDI IMPIANTATI SULLA TERRA NEL COSI' DETTO PARADISO TERRESTRE IN MESOPOTAMIA 8000 ANNI FA, CAMPAVANO A LUNGO BASTA RICORDARE ABRAMO, MA POI SUCCESSE QUALCOSA CHE LI FECE CAMBIARE IDEA ...COME FECERO A METTERSI D'ACCORDO TRA DI LORO ESSENDO ATTERRATI..IN CENTRO AMERICA, IN EGITTO, MESOPOTOMIA E ISRAELE, NELL'INDU RIVER ORA PAKISTAN E NELLO YELLOW RIVER LA CHINA....NON SI SA. COMUNQUE OGGI IL DNA I NOSTRI SCIENZIATI LO ESTRAGGONO DA DOVE LORO LO ESTRASSERO DA ADAM PER CREARE EVA. DALLA CRESTA ILIACA. LEGGERE LA BIBBIA EBRAICA NON QUELLA CATTOLICA CHE E' SOLO UN BRUTTA RICOPIATURA.

antonellielio

Dom, 26/07/2020 - 17:39

Charles Darwin non ha teorizzato nulla , ha solo svelato la Verità sull'origine delle specie ,persone Umane comprese. peccato che ha 2020 anni dalla nascita di nostro Signore c'è ancora chi non ha capito il Suo Messaggio. Charles Darwin si .