Mostra d'arte nella riserva di Torre Guaceto: «Quando l'estetica diventa etica»

Aperta fino al 7 settembre l'esposizione di 16 artisti pugliesi, voluta dalla neo-presidente del Consorzio Mariella Milani nella torre sulle coste brindisine e nel castello di Carovigno.

É inquietante il volto umano, estremamente realistico(perchè nato da un calco umano), che emerge in una vasca piena di petrolio nero. Inquietante per l'immagine iperrealistica e drammatica che dà del degrado ambientale.
«Limbo» di Dario Agrimi è una delle 40 opere che per la prima volta 16 artisti pugliesi hanno offerto gratuitamente per la mostra-denuncia recentemente inaugurata nella loro terra, che rimarrà aperta fino al 7 settembre in due luoghi simbolo della zona: l'antica Torre Guaceto, eretta dagli aragonesi sulle scogliere brindisine e oggi al centro di una delle più belle riserve naturali e aree marine protette d'Italia e il castello Dentice di Frasso, nel vicino paese di Carovigno.
Si chiama «L'arte per la natura. Quando l'estetica diventa etica», è originale e provocatoria, un omaggio a questa regione del sud che ne racconta la storia antica e recente, ma anche i timori per il futuro di un ecosistema minacciato.
L'idea dell'evento culturale è della neo-presidente del Consorzio Torre Guaceto, una delle decane del giornalismo tv, Mariella Milani , che punta al rilancio turistico a livello internazionale della riserva e del comune di appartenenza, ricco di tesori storici.
«Quando l'arte è in grado di sensibilizzare e far riflettere - spiega- accade che l'estetica diventi etica. Come in queste opere, che esprimono passione, indignazione, protesta e poesia per un territorio che resiste in tutta la sua bellezza ai danni dell'uomo. Sono testimonianze d'amore, ma anche grida d'allarme per i danni inferti dall'uomo alla natura».
All'inaugurazione c'era una madrina d'eccezione: Eva Cavalli, le cui creazioni hanno conquistato il successo anche tra le star di Hollywood con i celebri tessuti stampati ispirati al mondo della natura e degli animali.
Ospite d'onore dell'evento è stato anche Fulco Pratesi, storico presidente del WWF, associazione che in questi anni è stata in prima fila nella salvaguardia e nella gestione della riserva.
Sulla torre di avvistamento, che ospita una parte di quadri, sculture, istallazioni, tableaux vivant e performance, sventola una bandiera nera di pirati. È l' «Assedio» di Michele Giangrande, che ricorda le scorribande turche e mette in guardia da quelle consumistiche moderne, ma spiega anche che qui l'arte ha conquistato la riserva e ammonisce a lasciarla incontaminata.
Francesco Schiavulli, invece, rievoca più moderne invasioni, quelle degli immigrati su queste coste e ne fa distendere quattro in carne ed ossa su una specie di letto a castello in legno , quello delle imbarcazioni degli sbarchi clandestini, troppo corto e a picco sul mare.
Il «Tepee» di Miki Carone costruisce lo scheletro di una tenda indiana con remi colorati, perchè siamo in una riserva che evoca quelle di ben altro genere in cui fu rinchiuso un popolo intero.
Che siamo al «Sud», in terre spesso dimenticate dal potere centrale ma orgogliose della loro specificità, lo dice la grande freccia al neon istallata da Daniela Corbascio al Castello di Carovigno.
Un grande cetateo di cera rimanda all'estinzione dei mammiferi marini e infatti si scioglie al sole l'opera di Claudio Cusatelli intitolata, con un gioco linguistico: «C'era».
Avvolto da un pesce sinuoso il «Vaso» dorato di Tarshito ricorda quello leggendario dell'oracolo Tiresia.
Sono tanti gli artisti che hanno risposto all'appello della Milani, alcuni di fama nazionale e internazionale, che hanno già partecipato ad importanti mostre in Italia e all'estero, altri giovani ed emergenti: Claudio Cusatelli, Guillermina De Gennaro, Giulio De Mitri, Raffaele Fiorella, Claudia Giannuli, Iginio Iurilli, Christian Loretti, Pierpaolo Miccolis, Giampiero Milella, Massimo Ruiu.
Tutto questo serve per lanciare un messaggio pro-natura e per valorizzare questo angolo di Puglia con la riserva di Torre Guaceto, dove si gira per i sentieri tra ulivi secolari in sella a biciclette elettriche, scoprendo che ci sono anche aziende agricole che lavorano la terra e producono vini rinomati e che si può godere di spiagge attrezzate nel rispetto dell'ambiente.
Ora la neopresidente Milani ha intenzione di proseguire su questa strada, convinta che «è tempo di sperimentare ogni forma possibile di collaborazione e contaminazione estetica fra mondi diversi». É anche decisa ad aprire la riserva ad eventi e iniziative turistiche che superino le resistenze dei «komeinisti» della natura, che intendono la tutela come una chiusura assoluta dell'area, che rende troppo difficile il suo godimento da parte di un'ampio numero di cittadini.
Il prossimo passo sarà l'inaugurazione della «Via della natura», un percorso studiato dall'architetto Ilaria pecoraro di sedute di pietra con incise frasi di scrittori, poeti e filosofi che invitano alla riflessione sulla natura. E poi ci sarà un Centro di recupero per le tartarughe marine all'avanguardia, che consentirà ai visitatori di vedere da vicino questa specie in via d'estinzione; incentivi all'agricoltura biologica con degli «atelier del gusto e delle tradizioni» con il meglio dei prodotti; strutture d'avanguardia sui lidi destinate ai naturisti e ai disabili e una «digital detox beach» per disintossicarsi dalla tecnologia nello stile degli «ecolodge» californiani frequentati da Steve Jobs.
«Il mio obiettivo- spiega la Milani- è quello di favorire più occupazione giovanile partendo dalla creazione di servizi di qualità per incentivare nella riserva il " turismo della mente" e realizzare un vero e proprio "salotto della natura"».

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