Papà, dove sei? L'importanza della figura paterna per i bambini

La figura paterna è punto di riferimento etico e di traenza sociale per ogni adolescente. Se viene meno tale riferimento il cammino dei figli si fa incerto provocando inquietudine e smarrimento. I consigli della psicopedagogista Evi Crotti per i lettori e i genitori de ilGiornale.it

Papà, dove sei? L'importanza della figura paterna per i bambini

La figura paterna è punto di riferimento etico e di traenza sociale per ogni adolescente. Se viene meno tale riferimento, se la figura paterna si offusca o se il suo ruolo diventa fragile o manca del tutto, il cammino dei figli si fa incerto provocando in loro inquietudine e smarrimento. Questa sembra essere una condizione di questo periodo storico che ci deve rendere attenti osservatori della figura paterna indebolita o che sta perdendo quella forza virile, indispensabile per la costruzione dell'identità, della stima e della fiducia verso se stessi e verso la Vita.

L'adolescente sente la necessità di affidarsi a lui, di poter conversare e di guardarlo in volto senza timore e senza riserve, per trovare sempre nuove rassicuranti conferme. Si tratta di un compito spesso arduo che spetta in prima persona al padre. La sua è una figura che rappresenta agli occhi del figlio l'universo maschile in cui dovrebbe predominare la norma, la legge e, soprattutto, l'indipendenza dai vincoli ricattatori e incestuosi, che stanno alla base della disarmonia nello sviluppo. Il padre è equiparabile a un rifugio sicuro.

Se la figura paterna è così necessaria per acquisire una propria identificazione, spinta indispensabile per l'entrata nel sociale, perché tanti ragazzi hanno un vero e proprio rifiuto nel relazionarsi con la figura paterna? Lo si nota in alcune situazioni di protesta sociale, a volte anche violenta, dove l'autorità andrebbe intesa come controfigura del padre e vissuta come avversario da combattere o da rifuggire; un rifiuto che sa tanto di richiesta esasperata dovuta alla sua mancanza.

La sicurezza che deriva da una figura paterna stabile e affidabile è assai importante per lo sviluppo relazionale del ragazzo. Infatti, è la sua la figura più adatta a fare da guida e da spalla per affrontare la realtà e confrontarsi con il mondo esterno, contribuendo così a formare nella sua mente un modello di riferimento diverso da quello materno primigenio.

La figura paterna rappresenta simbolicamente la legge e l’autorità, parola latina "auctoritas" che deriva dalla radice del verbo augeo, che significa "far crescere". Egli è la norma, la mano forte che protegge, la roccia che non crolla, il braccio forte che stringe e che ognuno di noi, sin dall'infanzia, ha portato dentro di sé e interiorizzandolo come modello. E’ una sorta di tavola delle leggi scolpita dentro di noi.

I disegni che andremo a visionare ci parlano dell'importanza della figura paterna. Tutti i disegni (guarda la gallery) riflettono un disagio e un'immaturità emotiva. Evidentemente Maria ha subito un'aggressione psicologica che l'ha resa fragile e reattiva insieme; una situazione che richiede al mondo adulto comprensione e attenzione dei suoi bisogni reali per evitare la destrutturazione della personalità.

Con l'aiuto della grafologia, interpretando correttamente l’evoluzione del disegno e della scrittura, potremo aiutare la madre e le insegnanti a trovare con pazienza una strada che permetta almeno di chetare la forte aggressività. La ragazza, infatti, è stata indirizzata verso la scherma e in questo modo ha trovato la possibilità da un lato d'investire l'eccesso di tensione e l'aggressività in un'attività fisica e dall'altro di scoprire motivazioni che le permettono di credere in un possibile miglioramento.

L'utilizzo dell'interpretazione su base psicodinamica del disegno nell'età evolutiva è di aiuto all'educatore, all'insegnante e al genitore per capire le vere ragioni dei disagi, purtroppo sempre più frequenti, che la famiglia può provocare.

La conoscenza è, come sostiene Albert Einstein, "il bene più prezioso che l'uomo possa avere".

Evi Crotti
Psicopedagogista, scrittrice e fondatrice della scuola di grafologia morettina di Milano che tuttora dirige

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