Dal rigattiere di parole: Padiglione

Ma che cosa c'entra un padiglione della Biennale di Venezia con quello auricolare?

Dal rigattiere di parole: Padiglione

È una parola con un ventaglio di significati molto diversi tra loro, che spaziano dal linguaggio dell'architettura a quello dell'anatomia, da quello militare a quello marittimo, dalla numismatica all'oreficeria, fino all'araldica, alla musica. Ma che cosa c'entra un padiglione della Biennale di Venezia con quello auricolare?

Ciò che tiene insieme questa varietà di temi è, pensate un po', la farfalla! In latino essa era chiamata pavilio (all'accusativo pavilionem) e ha preso a indicare la tenda da campo delle milizie romane perché questa, quando aveva i teli laterali rialzati, somigliava, appunto, a una farfalla; o perchè, secondo altri, le tende di un accampamento, viste dall'alto, sembravano tante farfalle; ma non fa grande differenza. Per molti vocabolari la prima definizione è proprio quella di “una grande tenda di panno lino o di drappo, di forma quadra o circolare, che va a terminare in punta” (Pianigiani); per il Treccani è una “tenda militare riccamente addobbata per occasioni solenni”. Molti riportano il riferimento al baldacchino, molto simile per forma e per funzione.

Abbastanza intuibili i percorsi della parola e certi suoi allontanamenti dal lepidottero. Per esempio, in edilizia il padiglione è diventato un chiosco oppure un edificio autonomo in un complesso più ampio, per esempio negli ospedali: chiaro il riferimento originario alla tenda o alla struttura di un accampamento. Mentre l'aspetto ampio e tondeggiante della farfalla e il disegno che essa crea con il movimento delle ali resta riconoscibile nella forma della campana, dell'orecchio, dell'imbuto della tromba, di certe antenne radio: tutti, a pieno titolo, padiglioni anche se così differenti tra loro.

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