Zoo umani in mostra. Uomini e donne esposti in catene

La mostra dell'artista sudafricano Brett Bailey è destinata a fare scalpore: espone in catene donne e uomini di colore

"Black Odalisque" in mostra al Festival di Edimburgo

La mostra di Brett Bailey, di certo, non passerà inosservata. L'artista sudafricano ha infatti ideato 13 tavole dal vivo abbastanza controverse. In una, ad esempio, Bailey incatena una donna di colore al letto di un ufficiale coloniale francese, in attesa di essere violentata. In un'altra un uomo, sempre di colore, indossa una museruola, come fosse un animale con un padrone.

Oppure espone due persone, un uomo e una donna, esattamente come quando in passato venivano costruiti gli zoo umani. Questi particolari zoo venivano costruiti per sottolineare, secondo la cultura del fine '800, che gli indigeni venivano considerati, nella scala evolutiva, a metà tra le scimmie e gli uomini occidentali. Non era strano, dunque, trovare un aborigeno accanto ad animali come le scimmie, gli uccelli o le giraffe. Ad ogni persona esposta nelle tavole dal vivo, Bailey associa un codice identificativo, proprio come se fossero animali marchiati.

L’artista, un bianco sudafricano, ha personalmente conosciuto la schiavitù. Essendo di una famiglia facoltosa, l'unico contatto che aveva avuto da giovane con le persone di colore era quello con la propria servitù. 

La mostra, che è stata già esposta recentemente al Festival di Edimburgo, si sposterà al Barbican di Londra dal 23 al 27 settembre. Bailey con questa esibizione ha dichiarato di non aver pensato a queste tavole solo per ricordare la schiavitù ma anche per portare l'attenzione sui "milioni di rifugiati e richiedenti asilo privati della loro identità, disumanizzati nei centri di deportazione, costretti a un’identificazione razziale in una vera e propria riduzione di queste persone a numeri".

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