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Potere al gatto

Dopo tre lustri di servizio encomiabile (e si prevede ancora una lunga carriera: il suo tasso di gradimento resta molto alto) è diventato simbolo di stabilità

Potere al gatto
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È entrato a Downing Street 15 anni fa esatti. Ha visto passare cinque Primi ministri: David Cameron, Theresa May, Boris Johnson, Liz Truss, Rishi Sunak (sei a breve con Keir Starmer), ma lui è ancora in carica. Nella storia inglese solo due premier hanno trascorso periodi più lunghi lì dentro: William Pitt il Giovane e Sir Robert Walpole; ma erano altri secoli. Ha passato indenne diverse crisi politiche, ha visto le Olimpiadi di Londra, l'austerity, la Brexit, il Covid... Dopo tre lustri di servizio encomiabile (e si prevede ancora una lunga carriera: il suo tasso di gradimento resta molto alto) è diventato simbolo di stabilità. Zero scandali, indifferente ai Conservatori come ai Laburisti, ossequiato dai leader stranieri (è andato d'accordo sia con Barack Obama sia con Zelensky e persino col Trump del primo mandato), è la dimostrazione vivente di come in politica meno fai, meglio è. Quinta essenza del soft power, grazie alle sue doti indipendenza, diffidenza, intelligenza è amatissimo dagli inglesi e ha 800mila follower. I suoi compiti? «Accogliere gli ospiti ufficiali, allontanare quelli indesiderati e ispezionare le difese di sicurezza».

Si chiama Larry, è il «Chief Mouser to the Cabinet Office» ed è un soriano tigrato.

E da 15 anni è al potere con qualsiasi governo (confermando il detto «Non importa che il gatto sia bianco o nero, basta che prenda i topi»): a dimostrazione che non esiste nessun animale - nemmeno l'uomo, tanto meno il cane, men che meno i politici - più politico e ruffiano del gatto.

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