Dai rimedi contro il colera ai soprannomi: la Bogliasco segreta

Dai rimedi contro il colera ai soprannomi: la Bogliasco segreta

Un libro di storia anche per chi non ama la storia. Che detto con le parole di Massimiliano Lussana, caporedattore dell'edizione ligure del Giornale: «Solo a sentire parlare di cimiteri e confraternite mi sembrava roba da iniziati, forse anche un po' matti. Ora che l'ho letto me ne sono appassionato e mi sento un po' matto anche io». Perché il quarto volume dei «Quaderni di storia locale» presentato ieri mattina a Bogliasco da Lussana e da Pier Luigi Gardella, coordinatore del centro studi «Storie di Jeri», unisce al severo lavoro filologico e storico quel sapore e quel gusto del «Forse non tutti sanno che» di enigmistica memoria. Non a caso il ventiquattrenne Luca Sessarego, il più giovane del gruppo di 10 studiosi, già a 15 anni passava interi pomeriggi in parrocchia «a sfogliare i registri ma soprattutto i diari dei parroci che risalgono al 1600». Chicche del passato riportate al presente. Storie di Bogliasco, Pieve Ligure e Sori. «Tre realtà territoriali che in questi anni stanno cercando di collaborare in tutti i settori, e quello della cultura è uno di questi», interviene il sindaco di Bogliasco, Luca Pastorino. Perché è da questi tre comuni (sponsor dell'iniziativa) che inizia il viaggio. Come quello del capitano Ernesto Fravega, nato a Bogliasco e divenuto sacerdote, Prae Nesto, per un voto dopo essere scampato su un veliero a un nubifragio al largo di Capo Horn. O quelli dei tanti Sessarego di nome John, Harold, Frank. Soldati, caporali dell'esercito statunitense, ma sempre figli di quei Sessarego, originari delle alture di Bogliasco, per i quali Luca Sessarego ha organizzato per il 2011 il primo raduno mondiale. Sfogliando il libro è giocoforza soffermarsi sul capitolo «Droghe e rimedi al tempo del cholera-morbus» e datato 1835. Si tratta delle indicazioni tratte dall'Archivio parrocchiale di Bogliasco e che tutti i medici e i sacerdoti dovevano tenere a portata di mano. Anche se in pochi probabilmente oggi sanno cosa sono l'olio di vetriolo, lo spirito di vino, l'ipecacuana, il mercurio dolce o l'aceto dei quattro ladri. (...)

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