Danza Gitana e Sylphide, il Nazionale riparte con romanticismo

Due storie d’amore. Esotiche e malinconiche. «La Gitana» e «La Sylphide». A loro è affidata la ripresa della stagione al Nazionale dopo la pausa estiva. Due titoli che puntano i riflettori sul corpo di ballo dell’ente lirico capitolino che con questo repertorio romantico cattura gli spettatori rispettivamente dal primo al 4 ottobre con il balletto in tre atti con le musiche di Daniel Auber e Johannes Schmidt e dal 15 al 18 con quello in due atti sulle note di Herman Severin von Lovenskjold. Sullo sfondo la Spagna e la Russia degli zingari e degli ussari per questa «Gitana» (con coreografie di Paul Chalmer, regia di Beppe Menegatti e podio riservato a Sergio Oliva) che torna al Costanzi per la terza volta in pochi anni. In primo piano Gaia Straccamore, prima ballerina dell’Opera, che si alterna con Alessandra Amato nei panni di Lauretta. Vito Mazzeo interpreta Don Alonso e Igor Yebra o Damiano Mongelli saranno l’ussaro Ivano. Streghe, folletti e pozioni magiche fanno da cornice, invece, alle 4 repliche di «La Sylphide» della quale la Fracci è stata protagonista a Roma con Nureyev nel 1966. Sarà l’etoile del teatro, Laura Comi, a interpretare questo balletto sulla coreografia di August Bournonville alternandosi con Gudrun Bojesen; a vestire i panni del fidanzato James Riccardo Di Cosmo e Thomas Lund.

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