Ddl svuota-carceri, Maroni: "Peggio dell'indulto"

Il ministro dell’Interno ha duramente criticato il ddl che consentirebbe ai detenuti di scontare l’ultimo anno di pena ai domiciliari: "E' peggio di un indulto, visto che gli effetti non sarebbero una tantum, ma varrebbero sempre". Ma Alfano smentisce: "Dal governo nessun indulto"

Ddl svuota-carceri, Maroni: "Peggio dell'indulto"

Il Cairo - "Abbiamo una valutazione negativa sull’impatto che avrebbe il cosiddetto disegno di legge svuota-carceri". Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha duramente criticato il ddl che consentirebbe ai detenuti di scontare l’ultimo anno di pena ai domiciliari. Il titolare del Viminale ha, infatti, definito il provvedimento all’esame della commissione Giustizia di Montecitorio "peggio di un indulto, visto che gli effetti non sarebbero una tantum, ma varrebbero sempre". Ma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, smentisce: "Dal governo nessun indulto".

Maroni si oppone al ddl Noi A margine di una visita istituzionale al Cairo, Maroni ha spiegato che "il Viminale non è in grado di controllare le circa 10mila persone che ora, se fosse approvato il ddl andrebbero ai domiciliari". "La metà è costituita da stranieri e molti sono clandestini, senza casa - ha continuato il ministro leghista - dove dovrebbero scontare i domiciliari?". Un controllo, "per un numero così elevato di persone - ha concluso Maroni - sarebbe possibile solo se fosse disponibile una tecnologia sul modello del braccialetto elettronico, che però ancora non dà adeguate garanzie".

La smentita di Alfano "Non vogliamo svuotare le carceri e nessun detenuto sarà messo in libertà. Vogliamo realizzare 21.479 nuovi posti nelle carceri proprio perchè non intendiamo procedere a nuovi indulti o nuove amnistie", ha subito smentito il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Venerdì il Guardasigilli riferirà in Consiglio dei ministri sulla situazione nelle carceri: "Sono convinto che anche in questa circostanza, come sempre avvenuto fin qui, si saprà individuare la soluzione concreta, ragionevole e di buon senso come la grave emergenza necessita".

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