Cronaca locale

De Corato: "Il Tar ha bocciato i provvedimenti anti-movida"

Il vicesindaco di Milano interviene dopo l'iscrizione del sindaco Letizia Moratti nel registro degli indagati per omissioni di atti d'ufficio

De Corato: "Il Tar ha bocciato 
i provvedimenti anti-movida"

Milano - "Se l'Amministrazione non ha dato seguito a una delle richieste avanzate dall'Associazione antimovida Pro Arco Sempione, ovvero la chiusura anticipata dei locali attorno all'Arco della Pace, è perché questa è una strada già inutilmente percorsa per altri esercizi milanesi. L'iter intrapreso è risultato fallimentare a causa della decisione del Tar di annullare i provvedimenti comunali emessi, costringendo l'amministrazione al ricorso al Consiglio di Stato".

Lo dichiara il vice Sindaco e assessore alla sicurezza Riccardo De Corato in merito all'iscrizione del sindaco di Milano Letizia Moratti nel registro degli indagati per omissioni di atti d'ufficio. "I provvedimenti che erano stati emessi dal Comune - aggiunge De Corato - sono testimonianza concreta dell' impegno da parte dell'amministrazione a contrasto della movida molesta, dei massicci assembramenti serali e notturni e dell'inquinamento acustico nelle zone gravitanti intorno ai locali. Una strada che poi il Tar ha reso impraticabile. Ora cosa avremmo dovuto fare? Emettere ordinanze che sapevamo dall'inizio sarebbero state cassate?".

Sembra "immotivato" al presidente della Provincia di Milano Guido Podestà l'avviso di garanzia per il sindaco del capoluogo lombardo Letizia Moratti in relazione a presunti mancati interventi per contrastare il rumore causato dai locali di Piazza Sempione. "Pur senza disporre di carte e di atti - ha detto Podestà a margine della Festa della befana delle Forze dell'ordine - mi sembra che il Comune abbia elevato 50mila multe per eccesso di rumorosità ed è estremamente difficile impedire completamente queste situazioni".

Per Podestà è anche "estremamente difficile dare riposte che possano accontentare tutti. Da un lato una città come Milano non può non accogliere anche momenti di svago e che generino anche rumore; dall'altro, c'é anche il diritto dei cittadini al riposo. Quindi delle regole ci devono essere". 

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