Delitto del questore, ora è vero giallo

Nuovi, pesanti interrogativi affiorano sulle circostanze della morte dell’ex questore Arrigo Molinari, ucciso la notte di martedì da ventidue coltellate inferte dal cuoco Luigi Verri, autoaccusatosi del delitto. Le spiegazioni fornite dalla confessione non convincono del tutto gli inquirenti che si domandano, in particolare: Verri aveva complici (vista la quantità di colpi inferti da un solo aggressore)? Dov’è finito il coltello, arma del delitto? E perché ci sarebbe stato un coltello, a portata di mano dell’assassino, nella camera da letto di Molinari? E dove sono le pistole della vittima, obiettivo che avrebbe portato Verri a introdursi nella casa dell’ex questore? Perché il figlio della vittima, Carlo, che dormiva al piano di sopra, non ha sentito nulla, quando, a giudicare dalla scena del delitto, un letto spezzato, le numerose coltellate, la lotta tra l'anziano e l'assassino, doveva essersi verificato un grande frastuono? Molti, se non tutti questi interrogativi potrebbero avere presto una risposta. Sono attesi, intanto, per oggi i risultati degli accertamenti svolti dai carabinieri del Ris di Parma. Secondo il maggiore Antonino Amato, comandante del reparto operativo dei carabinieri di Savona, le analisi tecnico-scientifiche potrebbero essere decisive per chiarire tutti i lati oscuri rimasti.

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