Diamanti, obiettivo primario conservarli oltre 15-30 anni

Ecco per la prima volta in Italia la certificazione sui preziosi che per Rapaport avranno maggiore liquidità

Ennio Montagnani

Diamond Love Bond, costituita ad Anversa nel 2005, presenta per prima in Italia IDR Investment Diamond Report, la nuova certificazione che seleziona i diamanti che, per Rapaport (editore del listino prezzi utilizzato a livello mondiale), avranno maggiore liquidità in futuro. «La migliore garanzia per un diamante è un certificato gemmologico autorevole. Questo a fronte di due problemi del nostro mercato: quello dell'over-grading (certificati gemmologici che attribuiscono maggiore qualità, rispetto a quanto determinerebbe il GIA) e quello dei diamanti sintetici venduti come diamanti naturali», fa sapere Marco Pocaterra, consigliere delegato di Diamond Love Bond, società specializzata in diamanti naturali esclusivamente della più elevata qualità, certificati solo dal GIA-Gemological Institute of America.

Rapaport parte dal certificato GIA, condizione imprescindibile per ottenere il rilascio di IDR, escludendo ogni altro laboratorio gemmologico. IDR è un elemento di garanzia che si aggiunge a quelli già a disposizione dei nostri clienti. «Sempre in tema di certificazioni, ai clienti che richiedono un secondo certificato, aggiuntivo al GIA, diamo anche quello di IIDGR di De Beers», puntualizza Pocaterra, che poi interviene sulla trasparenza dei cosiddetti «diamanti da investimento».

«Il diamante non è un investimento finanziario, in particolare se si intende un investimento con aspettativa o garanzia di rendimento e/o liquidazione. Chi induce il cliente a pensare che il diamante sia simile a un prodotto finanziario, parlando di rendimenti, non è corretto. Il diamante non dà un rendimento finanziario, bensì un godimento emozionale e sostanziale del possesso. A livello patrimoniale, si può parlare di plusvalenza o di minusvalenza rispetto al prezzo d'acquisto in caso di futura rivendita. La liquidità non è regolamentata: dipende solo dall'incontro di domanda e offerta ai vari livelli della filiera», sottolinea Pocaterra, secondo il quale l'acquisto di un diamante rientra nelle operazioni di investimento in beni reali, che procurano all'investitore il godimento del bene. Lo scopo primario dell'investimento in diamanti non è quello di arricchire il patrimonio, bensì di proteggerlo nel lungo periodo. Per questo Pocaterra insiste nell'utilizzare il termine di Tesaurizzazione, per chi ha un obiettivo di conservazione del patrimonio oltre i 15-30 anni, per sé e per i passaggi generazionali.

Ma come decidere il diamante da acquistare? «I diamanti devono il loro valore alla prevalenza della domanda sull'offerta. Come nell'arte è la rarità che fa la differenza, per questo ci concentriamo solo su diamanti naturali con caratteristiche di massima rarità, che da secoli aumentano il loro valore. Fino a 2,30 carati selezioniamo diamanti naturali di colore D-E-F purezza FLIF, di qualità triplo excellent, fluorescenza assente. Su 1,5 milioni di diamanti solo 5.000 gemme (cioè solo lo 0,35% del totale) hanno tali caratteristiche. Sopra i 2,5 carati proponiamo solo colore D. Abbiamo un'esclusiva collezione di diamanti Fancy Natural Color gialli, verdi, rosa, blu, che sono una super rarità», sottolinea Pocaterra.

Ecco, infine, l'avvio del progetto «The rarest diamonds love unique jewels», allo scopo di realizzare gioielli speciali con i propri diamanti: il primo accordo siglato è con Scavia, storica realtà dell'alta gioielleria italiana, dal 1911 in via della Spiga, a Milano.

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