Secondo l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la carne rossa è classificata come probabile cancerogena, in particolare per quanto riguarda il cancro al colon, al pancreas e alla prostata. È importante notare che l'incidenza del cancro del colon-retto rimane elevata in Italia con 40-50 nuovi casi all’anno ogni 100.00 abitanti, il che lo rende un importante problema di salute pubblica.
Quanta carne rossa si può consumare a settimana?
L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di limitare il consumo di carne rossa a 500 grammi a settimana, equivalenti a 3 o 4 bistecche da 100 a 150 grammi.
Manzo, agnello, vitello: quali sono i diversi tipi di carne rossa?
La carne di mammiferi come manzo, vitello, maiale, agnello, montone o cavallo è chiamata “carne rossa”, in contrapposizione alla carne bianca, come quella del pollame.
A che punto il consumo di carne rossa aumenta il rischio di cancro del colon-retto? Quali sono le cause?
Ogni porzione giornaliera di 100 g di carne rossa è associata a un aumento di circa il 15-20% del rischio di cancro del colon-retto, rischio che aumenta progressivamente con la quantità consumata.
Gli scienziati suggeriscono che il ferro-eme, presente nella carne rossa, possa irritare la mucosa del colon e favorire la formazione di composti tossici. Inoltre, i metodi di cottura ad alte temperature tipo barbecue, griglia, generano sostanze cancerogene. La carne rossa contiene anche grassi saturi, il cui eccesso è dannoso per l'organismo: contribuiscono all'aumento del colesterolo “cattivo” (colesterolo LDL) e alla formazione di placche aterosclerotiche.
E per quanto riguarda le carni lavorate?
Mentre spesso si attribuisce la colpa al consumo eccessivo di carne rossa, l'impatto delle carni lavorate viene spesso sottovalutato. Classificati come cancerogeni dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) e dall'OMS, i salumi sono significativamente più problematici per la salute. L'OMS raccomanda addirittura di limitare il consumo di salumi e salumi lavorati a 150 grammi a settimana, l'equivalente di tre fette di prosciutto. Il colpevole? I nitriti, additivi comunemente utilizzati nella produzione di salumi (salsicce, salami, prosciutto, ecc.) per garantirne la conservazione. Questi composti danneggiano la mucosa del colon e creano condizioni favorevoli al cancro del colon-retto.
Proteine, ferro, vitamina B12: quali sono i benefici della carne rossa?
Se consumata con moderazione, la carne rossa ha reali benefici nutrizionali e non dovremmo demonizzarla La carne rossa rimane una preziosa fonte di proteine, ferro e vitamina B12.
Si raccomanda di limitare il consumo a meno di 500 grammi a settimana e di scegliere carni di buona qualità, poiché le bistecche “economiche” sono spesso più grasse. In breve: mangiare meno, ma meglio.
Carne rossa: come consumarla?
La carne rossa fa bene alla salute, a patto di non esagerare e di accompagnarla con verdure, che hanno un effetto protettivo. Optare per la bistecca o il controfiletto, che sono piuttosto magri, a differenza della costata, che è più grassa e invece di un piatto di patatine fritte, servire la carne con fagiolini saltati o un'insalata verde. E’ consigliabile anche cucinare tagli adatti alla cottura arrosto o brasata, come le costolette, molto nutrienti perché ricche di collagene. Il pot-au-feu, ad esempio, è un piatto molto equilibrato: combina carne, verdure e patate per i carboidrati. È l'ideale per l'inverno.
E per quanto riguarda la cucina?
Con grande disappunto degli amanti della carne rossa, è meglio evitare la cottura alla griglia. Il modo in cui si cucina la carne fa una grande differenza.
Più intensamente si griglia la carne, su una piastra o un barbecue, maggiore è il rischio di consumare zone carbonizzate, altamente cancerogene. È quindi preferibile optare per metodi di cottura più delicati e lenti. Infine, non c'è bisogno di cuocere la bistecca nel burro: la carne è già abbastanza grassa!