La Francia sta valutando l’acquisto dei sistemi lanciarazzi multipli K239 Chunmoo dalla Corea del Sud per potenziare rapidamente la capacità di attacco a lunga distanza, in attesa che il suo programma nazionale di artiglieria a lungo raggio entri in servizio. Nel momento in cui scriviamo, l’esercito francese dispone di un numero molto limitato di lanciamissili M270 LRU, sistemi ormai obsoleti che richiedono frequenti attività di manutenzione e non soddisfano più le esigenze operative di un possibile conflitto ad alta intensità. Con la decisione di esplorare soluzioni straniere, Parigi si è confrontata con diversi sistemi occidentali come l’M142 HIMARS statunitense o il sistema PULS israeliano, ma un recente studio del think–tank francese IFRI ha indicato il Chunmoo sudcoreano come opzione preferenziale grazie alla sua modernità, alla versatilità del suo armamento e alla rapidità con cui può essere consegnato alle unità.
Lanciarazzi coreani per la Francia?
L’architettura del K239 Chunmoo riflette un concetto sempre più adottato nelle forze armate moderne: un sistema di lancio a ruote (in genere su piattaforma 8×8) che combina mobilità, rapidità di schieramento e un’ampia gamma di munizioni.
A differenza dei vecchi M270 su cingoli, il Chunmoo può sfruttare due moduli di lancio indipendenti, permettendo di caricare differenti tipi di razzi e missili contemporaneamente, dal calibro standard 239 mm con gittata di circa 80 km fino ai missili tattici con capacità di colpire obiettivi oltre i 290 km. Questa flessibilità offre un vantaggio tattico significativo: i comandanti sul campo possono decidere rapidamente quale tipo di munizione impiegare in base alla profondità del bersaglio o alla natura dell’obiettivo, aumentando così l’efficacia complessiva del fuoco di copertura o di attacco.
La scelta di considerare il Chunmoo per la dotazione francese non è un caso isolato, ma parte di una tendenza più ampia all’interno della Nato e in Europa. Negli ultimi anni, diversi Paesi hanno stipulato accordi per acquisire questo sistema sudcoreano come modo rapido per colmare le lacune nei propri arsenali, soprattutto alla luce della guerra in Ucraina.
Una tendenza consolidata
L’Estonia, ad esempio, ha firmato un contratto da circa 340 milioni di dollari per l’acquisto di sei lanciarazzi Chunmoo e relativi servizi di supporto tecnico-industriale, con consegne previste in circa due anni e opzioni per ulteriori acquisti futuri. Questo investimento non solo aumenta la capacità di deterrenza del piccolo Stato baltico, ma include anche accordi per la cooperazione industriale locale, favorendo trasferimenti di competenze nella manutenzione e produzione di ricambi.
Anche la Norvegia ha optato per i K239, nell’ambito di un piano più ampio di modernizzazione che vede i sistemi sudcoreani integrarsi con obici e veicoli di supporto per sostituire piattaforme datate e rafforzare il fianco settentrionale dell’Alleanza.
L’attenzione francese verso i K239 Chunmoo testimonia una duplice esigenza: da una parte colmare rapidamente un gap operativo nei sistemi di artiglieria a lungo raggio; dall’altra, adottare soluzioni già testate e in uso presso alleati della Nato per garantirsi interoperabilità e flessibilità tattica nel teatro
europeo.Se la Francia dovesse procedere con l’acquisto dei Chunmoo, non si tratterebbe solo di un acquisto militare, ma di un significativo passo verso una maggiore integrazione delle capacità di fuoco europeo all’interno