La Cina compie un nuovo passo nel rafforzamento delle proprie capacità aeronautiche militari, ampliando il ruolo del suo caccia stealth di quinta generazione J-20. Nato come velivolo dedicato principalmente alla superiorità aerea, il J-20 sta evolvendo in una piattaforma sempre più polivalente, capace non solo di dominare i cieli ma anche di colpire bersagli terrestri e marittimi. Questa trasformazione riflette una strategia più ampia di Pechino: integrare forze aeree, navali e sistemi senza pilota per ottenere un vantaggio decisivo nei teatri regionali, in particolare nell’Indo-Pacifico. L’annuncio delle nuove capacità arriva in un momento simbolico, a quindici anni dal primo volo del J-20, e conferma l’ambizione della Cina di competere direttamente con le principali potenze militari occidentali.
Il potenziamento del caccia J-20
Secondo quanto riportato da Usni News, la nuova variante J-20S – la terza resa pubblica finora – è ora in grado di effettuare attacchi di precisione contro obiettivi marittimi. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto alle versioni precedenti, progettate soprattutto per missioni aria-aria. Il J-20S è una versione biposto, presentata ufficialmente insieme ad altri nuovi velivoli, aerei da guerra elettronica e droni durante la parata militare del 2025. I media statali cinesi hanno descritto l’aereo come dotato di capacità avanzate di superiorità aerea a medio e lungo raggio, consapevolezza situazionale, disturbo elettronico e comando e controllo tattico.
Un elemento chiave di questa evoluzione è la possibilità di operare in cooperazione con sistemi senza pilota, il cosiddetto “manned-unmanned teaming”. In pratica, il J-20S potrebbe fungere da nodo di comando volante, coordinando droni da ricognizione o da attacco per estendere il raggio d’azione e la letalità complessiva della missione. Anche se i dettagli su carico bellico e tipi di armamento restano poco chiari, la semplice introduzione di una capacità di attacco marittimo suggerisce un approccio sempre più multi-ruolo per una piattaforma stealth che finora aveva capacità limitate aria-suolo.
La mossa della Cina
L’ampliamento delle missioni del J-20 si inserisce in un quadro più ampio di modernizzazione militare della Cina. Pechino sta investendo massicciamente in una marina d’altura, in missili antinave – inclusi sistemi ipersonici – e nel potenziamento dei bombardieri e dei caccia già in servizio. L’obiettivo è chiaro: creare una rete integrata di capacità in grado di negare l’accesso e la libertà di manovra a forze avversarie nelle aree considerate vitali, come il Mar Cinese Meridionale e la cosiddetta “prima catena di isole”.
Analisti militari sottolineano che un caccia stealth capace di colpire bersagli navali rappresenta una minaccia più complessa per le forze statunitensi e alleate che operano nella regione. La possibilità di decollare da basi sulla terraferma cinese e lanciare attacchi contro unità navali, mantenendo un profilo radar ridotto, aumenta il rischio operativo per portaerei e gruppi navali avanzati.
Allo stesso tempo, l’integrazione con droni potrebbe consentire alla Cina di sperimentare nuove dottrine di combattimento aereo-marittimo.Va però ricordato che la famiglia J-20 non è mai stata testata in un conflitto reale. Molte delle sue capacità restano, per ora, dimostrazioni tecnologiche e promesse strategiche.