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Una rete di basi segrete sui monti: qui cresce l’arsenale nucleare cinese

La Cina sta modernizzando e ampliando in segreto le sue basi nucleari nel Sichuan, accelerando la crescita del suo arsenale atomico

Una rete di basi segrete sui monti: qui cresce l’arsenale nucleare cinese

Negli ultimi mesi l’attenzione dei media occidentali si è concentrata su una serie di strutture militari nascoste tra le montagne della provincia cinese del Sichuan, nel sud-ovest della Cina. Il motivo? Semplice: queste installazioni, circondate da valli isolate e fitte foreste, sono state costruite decenni fa per ospitare laboratori e impianti legati al programma nucleare di Pechino. Adesso le suddette strutture, nate in un simile contesto per proteggere la capacità di produzione di armi atomiche dai possibili attacchi delle grandi potenze, sono tornate ad essere protagoniste del rafforzamento del Dragone. Ecco che cosa sappiamo.

Una rete di basi strategiche

Satelliti commerciali e analisti indipendenti hanno documentato un’espansione significativa delle infrastrutture in località come Zitong e Pingtong: nuove costruzioni, bunker fortificati, reti di tubature e impianti di ventilazione di grandi dimensioni suggeriscono che queste aree non siano più solo depositi o siti storici, ma parte di un progetto di modernizzazione e rafforzamento dell’apparato nucleare cinese.

In particolare, la struttura di Pingtong è caratterizzata da una torre di ventilazione alta oltre 100 metri e da un doppio perimetro di sicurezza, elementi che per molti esperti indicano attività legate alla produzione di componenti di armi nucleari, come i “pit” di plutonio utilizzati nei nuclei di testate atomiche.

Nel sito di Zitong, invece, le immagini mostrano nuovi bunker e fortificazioni attorno a complessi con molte tubature, interpretate come aree di prova per esplosivi ad alto potenziale o per la gestione di materiali pericolosi. Questi sviluppi, visibili nelle fotografie satellitari acquisite tra il 2022 e il 2026, sono stati analizzati da specialisti di intelligence geografica che li collegano a una spinta più ampia di Pechino verso l’ampliamento della sua capacità nucleare.

Rafforzamento nucleare

Secondo il Pentagono, l’arsenale nucleare cinese è in rapido aumento: alla fine del 2024 la Cina contava circa 600 testate nucleari e, nella previsione del Dipartimento della Difesa statunitense, potrebbe superare le 1.000 entro il 2030 se le attuali tendenze di crescita dovessero continuare. Questa espansione, tra l'altro, accelera in un momento in cui i principali trattati internazionali di controllo degli armamenti, come il New START tra Stati Uniti e Russia, sono scaduti senza essere rinnovati, lasciando un vuoto normativo che complica ogni tentativo di gestione multilaterale delle armi strategiche.

Ricordiamo che la Cina ha finora rifiutato di sottoporre il proprio programma nucleare agli stessi vincoli che legano gli arsenali di Mosca e Washington, sostenendo che la sua dotazione rimane significativamente inferiore e che non è necessario assumere impegni comparabili.

Tuttavia, la rapida modernizzazione delle basi e dei sistemi di produzione è interpretata da molti esperti come parte di una strategia più ampia di Pechino per consolidare la sua posizione di grande potenza e per aumentare la sua capacità di deterrenza in un contesto di crescenti rivalità globali.

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