«Alle Olimpiadi finire secondi ti porta un argento. In politica solo l'oblio», diceva Richard Nixon, peraltro l'unico presidente americano a dimettersi in corsa.
Cosa c'entra? Nulla. Ma ci è venuto in mente, tirando un primo bilancio dei Giochi che stanno per chiudersi, pensando alla destra che in fondo ha vinto l'oro e alla sinistra radicale che, se esistessero le Olimpiadi per i perdenti, trionferebbe.
Mai viste Olimpiadi più fieramente sovraniste di Milano-Cortina 2026.
Un tripudio di bianco! (e per forza erano «invernali»...). Bianca la neve, bianco cristallino il ghiaccio, bianchi tutti gli atleti, che per trovare un nero hanno dovuto tirar fuori il fidanzato della Brignone. Il campione meno nordico di tutto il medagliere è altoatesino, le due regioni ospitanti, in un governo di destra, sono a trazione leghista (e comunque Sala non le voleva: è stato Fontana a portarle a casa), poi l'Italia fa il record di medaglie, il tricolore sventola da mane a sera, da tempo non sentivamo pronunciare così tanto la parola «nazione», l'organizzazione perfetta, la cerimonia di apertura una lezione di stile (sì, c'era Ghali purtroppo... per fortuna lo hanno inquadrato poco), altro che la frociata di Parigi. E poi il cibo, gli impianti e la sanità italiana elogiata da Lindsey Vonn.
C'erano persino la neve e il freddo, per zittire le cornacchie climatiche.Se poi pensi che un simbolo italiano dei Giochi è bianca, bionda, etero, mamma e si fa il segno della croce... beh, cara Giorgia Meloni: se ci porti anche un'Olimpiade estiva, al prossimo giro ti votiamo.