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Spunta un aereo di nuova generazione: cos'è il J-36 e come può cambiare la guerra

Mossa a sorpresa della Cina accelera sul J-36. Pechino si affida a questo nuovo temibile aereo per rafforzare le proprie capacità di attacco a lungo raggio

Spunta un aereo di nuova generazione: cos'è il J-36 e come può cambiare la guerra
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La Cina ha testato in volo un terzo prototipo del J-36, un aereo da combattimento di nuova generazione che promette di rafforzare in modo significativo le capacità di attacco a lungo raggio dell'Aeronautica dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLA). Le immagini diffuse sul web, subito diventate virali, mostrano il velivolo affiancato da un caccia J-10C e confermano che il programma di Pechino sta procedendo a un ritmo sostenuto, attirando l'attenzione degli analisti internazionali. Il J-36 viene generalmente descritto come un ibrido tra caccia e bombardiere pesante, e rappresenta uno dei progetti più ambiziosi della nuova ondata di piattaforme aeree cinesi. La comparsa di un terzo prototipo volante, a distanza relativamente ravvicinata dai primi due, suggerisce che il programma si trovi in una fase di sperimentazione avanzata. Pare che non si tratti di un semplice dimostratore tecnologico, ma di un velivolo destinato a entrare realmente in servizio nei prossimi anni.

L'ultimo test dell'aereo cinese

Le immagini emerse il 25 dicembre rivelano un aspetto tutt'altro che definitivo. Al contrario, i tre prototipi noti del J-36 presentano differenze visibili tra loro, un segnale chiaro del fatto che i progettisti stanno testando soluzioni diverse prima di arrivare a una configurazione finale. Cambiano le prese d'aria, le sezioni degli scarichi dei motori, alcuni elementi del carrello di atterraggio e altri dettagli strutturali. Questo è un approccio tipico dei programmi più complessi, in cui velocità di sviluppo e sperimentazione parallela vanno di pari passo.

Secondo il portale Defence Blog, un simile ritmo di sviluppo non ha molti equivalenti tra i grandi programmi occidentali, dove i progetti di nuova generazione sono spesso ancora fermi a fasi concettuali o a prototipi virtuali. Negli Stati Uniti, ad esempio, i programmi legati alla cosiddetta “sesta generazione” sono ancora in gran parte coperti dal segreto e si trovano nelle prime fasi di definizione.

Ufficialmente, Pechino non ha fornito dettagli tecnici sul J-36. Tuttavia, la maggior parte degli analisti concorda su un punto: il nuovo aereo è destinato a sostituire i vecchi JH-7, in servizio dagli anni Novanta, ampliando al contempo la capacità cinese di condurre attacchi in profondità e missioni marittime. Il velivolo appare infatti progettato per operare su lunghe distanze, colpendo obiettivi terrestri e navali sotto la copertura di una rete integrata di difesa aerea.

Il volo del J-36

Non mancano i paragoni con piattaforme straniere. Alcuni osservatori vedono nel J-36 una sorta di equivalente cinese del Su-34 russo, un aereo da attacco tattico impiegato intensamente nel conflitto in Ucraina. Come il Su-34, anche il J-36 sembrerebbe pensato per missioni di strike pesante, piuttosto che per il combattimento aria-aria puro, operando con il supporto di caccia di scorta e sistemi di difesa avanzati.

Dalle immagini disponibili emerge anche una possibile attenzione alla riduzione della segnatura radar e all'impiego di stive interne per l'armamento. Le dimensioni dell'aereo e la sua configurazione suggeriscono la capacità di trasportare missili antinave, munizioni guidate aria-superficie e, potenzialmente, armi di nuova generazione, mantenendo un profilo relativamente discreto.

Nel quadro più ampio, il J-36 si inserisce nella strategia cinese di modernizzazione accelerata delle forze armate.

La comparsa di tre prototipi in poco più di un anno indica una chiara volontà di colmare – e in alcuni settori superare – il divario con le potenze occidentali. Se il programma manterrà questi ritmi, la “sorpresa di Natale” cinese potrebbe presto trasformarsi in un nuovo elemento strutturale degli equilibri militari globali.

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