Diventa realtà il sistema Mose: l'enorme puzzle salva-Venezia

Un gigantesco, millimetrico puzzle per salvare la città-gioiello dalla minaccia dell'acqua alta. Il «Mose» di Venezia è una delle più grandi opere di ingegneria attualmente in corso nel mondo. Costruito dal Consorzio Venezia Nuova per conto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Magistrato alle Acque di Venezia, è già arrivato ai primi test con quattro enormi paratoie calate nei cassoni per essere agganciate. È lo «step» di maggio 2013.
Le prime a uscire dalla produzione sono state le paratoie per la barriera di Lido Nord: 21 in tutto, per coprire uno spazio di 420 metri. Arrivate da Monfalcone, sono state stoccate in un'area di circa 6 ettari. Sono le più piccole tra quelle previste ma hanno dimensioni di tutto rispetto: lunghe 18 metri e mezzo, larghe 20 e con uno spessore di tre metri e mezzo. Le paratoie d'acciaio in tutto sono 78, per 4 barriere. Collocate una accanto all'altra e azionate in caso di pericolo saranno in grado di opporsi a tutte le acque alte, anche alle più minacciose: fino a 3 metri. Una previsione in grado di resistere anche nell'ipotesi peggiore di innalzamento delle acqua previsto dai modelli calcolati in base a possibili cambiamenti climatici.
Il Mose è un sistema di dighe mobili installate alle tre bocche di porto - i varchi attraverso i quali la marea entra in Laguna. La sua costruzione, autorizzata dal «Comitatone» nell'aprile del 2003 (sotto il secondo governo Berlusconi), è stata avviata nel maggio dello stesso anno. L'opera è davvero di straordinario valore e interesse tecnologico. Ed è stata progettata nell'ambito di un continuo scambio di informazioni con le migliori energie ingegneristiche mondiali e in stretta collaborazione con le esperienze analoghe avviate in Olanda (a Rotterdam) e in Inghilterra (sul Tamigi). Un vero fiore all'occhiello per l'Italia. Il progetto ha avuto naturalmente un lungo iter ed è stato sottoposto a un ampio dibattito pubblico.
Oggi è largamente condiviso, sul piano sociale oltre che politico (è stato portato avanti da tutti i governi che si sono succeduti nel corso degli anni). Ciò è stato possibile anche grazie alle garanzie che fornisce sul piano ambientale, tutelando perfettamente la biodiversità di una zona a protezione speciale.
Considerata l'immagine internazionale e la fama mondiale del «marchio-Venezia» è stato presentato in molti Paesi, ottenendo reazioni entusiastiche. Oggi le opere hanno raggiunto un avanzamento di circa il 75 per cento. E procedono sulla base dell'atto contrattuale tra Magistrato alle Acque di Venezia e Consorzio Venezia Nuova. Il contratto ha introdotto il criterio del «prezzo chiuso» per il completamento del sistema di difesa, per cui tempi e costi di realizzazione sono stabiliti in base a un flusso di finanziamenti articolato e definito. Il costo dell'opera è di 5.493 milioni di euro. A oggi i fondi disponibili sono 3.659 milioni di euro. Recentemente sono stati finanziati con la legge di stabilità 1.095 milioni; e 180 milioni attraverso il Cipe. Il totale progressivamente assegnato al «sistema Mose» è, dunque, a oggi, di 4.934 milioni. Il fabbisogno residuo è pari a 559 milioni di euro, come ci racconta l'ingegner Maria Teresa Brotto, responsabile della direzione tecnica dell'opera. Il costo complessivo comprende, oltre al valore delle sole opere alle bocche di porto, anche una serie di richieste di enti terzi e di attività connesse all'opera e aggiunte negli ultimi anni (l'inserimento architettonico e paesaggistico dell'opera; una serie di interventi di recupero ambientale concordati con l'Unione europea; le opere di infrastrutturazione della parte nord dell'Arsenale di Venezia per la gestione e manutenzione del Mose e del territorio lagunare).
Gli addetti attualmente coinvolti nella realizzazione del Mose sono oltre 4mila. Di questi, circa mille sono le maestranze impegnate nei cantieri alle bocche di Lido, Malamocco e Chioggia. Se i finanziamenti, come sembra, arriveranno in modo regolare e continuo, l'opera sarà ultimata nel 2016.

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