La divisa piace al Comune ma non ai tassisti

Cioce e canotta non fanno decoro. Maretta in vista tra Campidoglio e tassisti dopo che il vicesindaco Mauro Cutrufo ha ieri plaudito all’iniziativa di Milano che prevede la divisa per i conducenti delle auto bianche. L’idea del sindaco Letizia Moratti piace poco ai diretti interessati che (per ora) confidano nell’assessore Sergio Marchi che rassicura: «La cosa importante è che venga indossato qualcosa di decoroso. La scelta di una divisa non è all’ordine del giorno. A settembre se ne potrebbe anche parlare...». Nonostante questo spuntano già i primi paletti preventivi come successe per il controllo satellitare. Il presidente della cooperativa 3570 Loreno Bittarelli è piuttosto chiaro in merito: «Boccio l’imposizione di camice e pantaloni uguali per tutti. È vero che serve un abbigliamento sobrio e carino ma il tassista dovrà pur essere lasciato libero di decidere come vestirsi».
Non la pensa così il vicesindaco Mauro Cutrufo secondo il quale l’idea delle divise proposta da Milano deve essere vagliata attentamente ascoltando anche le istanze degli operatori «perché solo col contributo di tutti, saremo in grado di dare una svolta e un volto nuovo all’accoglienza che il nostro Paese riserva al turista». Cutrufo sottolinea che «gli operatori del trasporto pubblico sono uno dei biglietti da visita della città e il turista, quando sale su di un taxi all’aeroporto o alla stazione, forma il primo giudizio e la prima impressione proprio su chi guida la vettura». Cutrufo fa sapere che il Campidoglio sta mettendo a punto una strategia di accoglienza al turista «con varie tipologie di azioni inserite e rese esecutive da una delibera della Giunta Comunale del 5 agosto scorso. Il documento, infatti, all’articolo 2 si occupa proprio dell’abbigliamento dei tassisti e, modificando il codice di comportamento, inserisce tra gli obblighi del conducente anche l’adozione di un abbigliamento che deve essere consono al servizio pubblico, che prevede scarpe chiuse, pantaloni, camicia, t-shirt o polo». «Siamo convinti - chiude Cutrufo - che il turista sia una risorsa preziosa, e che il turismo stesso sia un volano economico della Capitale».
Stessa linea per il consigliere regionale del PdL Donato Robilotta che non solo condivide la proposta del sindaco Moratti ma rilancia sulla conoscenza obbligatoria dell’inglese come condizione per avere la licenza. «Proprio Roma con l’approvazione di alcune norme di bon ton - dichiara il consigliere - è partita in anticipo e potrebbe fare da apripista sulla divisa. Quello del taxi è un servizio pubblico locale, non si capisce perché gli autisti dell’Atac o del Cotral debbono avere le divise e i tassisti no. Oltretutto i tassisti rappresentano il biglietto da visita della capitale». «Siccome ho condiviso la mozione di bon ton approvata in consiglio comunale - conclude - nei prossimi giorni presenterò in consiglio regionale una norma di modifica dell’attuale legge sui taxi che vincola il rilascio della licenze ad alcune regole come la divisa e la conoscenza di una lingua straniera».

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