La donna alla moda? Sexy, ottimista ma piena di nostalgie

Celebrazione della femminilità a tutto tondo: ieri sulle passerelle di Milano è andato in scena lo stile multiforme di una donna bella e con l'anima. «Sfaccettature di un gioiello che nell'abito trova espressioni perfette per vestire il corpo con consapevolezza», spiegava Angelo Marani prima di far sfilare una collezione ottimista, pensata con la sottile nostalgia della vita spensierata di cui godevano certi musicisti rock quando negli anni Ottanta vivevano a Ibiza, equamente divisi tra mare e discoteca, natura e musica rock. Ed ecco i sensualissimi abiti tunica in jersey drappeggiati ad arte, i jeans tempestati di strass portati con scivolose canotte di seta bianca, il giubbino di felpa con borchie dorate e una giacca che il bravo stilista di Correggio chiama «Cary Grant» totalmente ricoperta di micro paillettes. La sorpresa? Una stampa a fiori tropicali su abiti caftano leggeri come ali di farfalla.
La musica, detta anche l'aspirina dell'anima, è stata il punto di partenza di Cristina Tardito che nella collezione Kristina Ti si è ispirata alle sue icone preferite. «Janis Joplin e le bluse hippy chic, Marianne Faithfull e le lunghe casacche, Patty Smith e i pantaloni maschili, Vanessa Paradis e gli accostamenti di lingerie ai jeans, Lily Allen e la contaminazione di vintage e moderno», spiegava la stilista che si è misurata con la costruzione del tessuto sperimentando persino materiali per lei ostili. Per esempio l'ecopelle con cui ha cucito shorts a vita alta che sembrano comode gonne. Anima lieve anche nelle proposte di Laura Biagiotti: «Capire la moda significa ritrovare nelle proprie radici le ragioni del futuro», diceva la stilista prima di far sfilare abiti corti e svettanti. Da sottolineare: il tubino in cashmere naturale con fasce bondage in sfumature più intense e l'abito ballerina con corpetto ricamato e tante rouches.
Stampa di stagione? Le geometrie espanse della farfalla di Giacomo Balla, pittore futurista di cui la designer è collezionista: «L'importante è difendere il proprio stile, perché in un momento così difficile tutti vogliono insegnarci cos'è la moda anche se non la capiscono», dice con chiarezza Mariella Burani che ha confermato assenza di trasgressione, concretezza e portabilità, gran lavoro sui tessuti: intagli, laserature e stampe con fiori, erbolari e pennellate. E poi tanti tailleur con pantaloni o gonne dritte, abiti a effetto blusa o chemisier elaborati. Dettaglio di stagione, i decori di nastri di organza.
Il chiodo fisso della natura ha portato Dean e Dan Caten, i gemelli del marchio DSquared2, a immaginare la vita di una campeggiatrice chic che dorme in tenda, rischia di trovarsi colonie di formichine sulla candida camicia (ma sono spille di cristalli neri), e per nulla al mondo rinuncia a mettere nello zaino i vestiti più belli. Dai micro abiti drappeggiati a quelli di chiffon e seta duchesse, il campeggio si trasforma in luogo glamour. Tutto il resto è praticità di pezzi quotidiani, prevalentemente fluò e spesso ricoperti di Pvc. Si preoccupano della vita sociale delle single, un esercito nella nostra società, Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti, stilisti di Frankie Morello che hanno allestito un Country Club dove far sfilare donne appassionate di equitazione, sexy nei bustier di pelle e raffinate nel magnifico abito trench. Donne che alla cupezza del nero sostituiscono il blu Cina e che nonostante il sano desiderio di essere corteggiate continuano a pensare alla libertà come privilegio.
A quella di stile fa appello invece Rocco Barocco che da una parte riflette sull'esigenza di ritoccare i prezzi riducendoli anche del 25 per cento e dall'altra propone uno stile personale fatto di abiti bustier e impeccabili tailleur perchè le donne non sentono più il bisogno di nascondersi dietro una tetra corazza manageriale.