Le donne fanno i commissari La tv è un monocanale rosa

Ormai comandano loro. Dietro e davanti alle telecamere. Dentro gli studi televisivi e sedute sul divano di casa. Nei palinsesti. Nei ruoli protagonisti delle fiction. Alla conduzione dei varietà e dei reality show più seguiti, peraltro in maggioranza da loro. Saranno disattese le quote rosa in politica e nei vertici delle grandi aziende, ma in tv tele-comandano loro. Se non è monocolore, anzi, monocanale rosa... se non è dittatura, anzi, regime femminile, poco ci manca. E gli uomini, il presunto sesso forte? In ribasso come le borse europee. Ridimensionati al ruolo di spalla. Ristretti dentro le quote azzurre dello sport e dell’informazione, anche questi orticelli sempre più pericolanti, attaccati dalle virago assetate di spazio, wonder woman che si duplicano e triplicano negli show, casalinghe tuttofare a caccia di potere, audience, visibilità, cattedre e premi vari, copertine di rotocalchi. La tendenza è così dilagante da risultare difficilmente arrestabile. E soprattutto da rendere complicato, come si dice in questi casi, andare con ordine. Perciò, andiamo alla rinfusa, e prendiamo le ultime fiction poliziesche, un genere universalmente considerato simbolo di virilità e, dunque, monopolio di investigatori maschi. Preistoria. In questi giorni, nella nostra tv imperversano commissarie, ispettrici, capitane di squadre anticrimine. Su Raiuno c’è Lisa Milani (Lucrezia Lante della Rovere), ispettore capo di Donna detective al commissariato di Roma, un po’ schizofrenica perché divisa tra investigazioni e responsabilità famigliari. Su Canale 5 invece, è Claudia Mares, in arte Simona Cavallari, vice questore di Squadra Antimafia - Palermo oggi, a scandagliare gli anfratti di Cosa nostra, prendendo la mira in canotta non proprio d’ordinanza. Il tipo algido come si confà alle indagini più da laboratorio è incarnato, sempre su Canale 5, dalla decisionista Lucia Brancato (Euridice Axen) di Ris Roma - Delitti imperfetti, la serie appena conclusa nella quale ribadiva in ogni puntata di essere «il capitano». Vabbè, salvate il soldato Montalbano.
Ma le serie poliziesche sono solo l’ultimo dei baluardi maschili crollati. Perché nei reality, il genere considerato, più a torto che a ragione, principe della televisione di questi anni, il monopolio rosa è assoluto. Le dieci edizioni del Grande fratello sono state tutte dominate da donne (Daria Bignardi, Barbara D’Urso, Alessia Marcuzzi) e il povero Marco Liorni che faceva l’inviato nella Casa, potrebbe animare una serie di Chi l’ha visto? L’Isola è roba della Ventura. Maria De Filippi amministra con la giusta dose di cinismo Amici e Italia’s Got Talent, due dei quattro programmi che tiene aperti su Canale 5 (gli altri sono C'è Posta per te e Uomini e donne). Così, insieme con Barbara D’Urso, titolare di Pomeriggio e Domenica cinque e presto volto del preserale estivo, la De Filippi firma mezzo palinsesto di Canale 5. Mentre nell’altro mezzo ci sono Paola Perego, Rita Dalla Chiesa, Silvia Toffanin e Federica Panicucci con Paolo Del Debbio. Passando su Raiuno, ora che Canzonissima di Morandi è tramontata, la rete sarà sempre più rosa con i varietà strategici saldamente in mano a Milly Carlucci e Antonella Clerici. Anche a Raidue con Monica Setta e Simona Ventura, entrambi padrone di due programmi, comanda il sesso debole. E quando spunta un maschietto come Milo Infante a Italia sul due, è sempre in coabitazione, con Lorena Bianchetti.
Insomma, il dominio rosa è davanti agli occhi di tutti. Anzi, di tutte. Perché pure al di qua del televisore, telecomando in mano, vincono loro. Secondo l’Auditel, il pubblico televisivo del 2009 e dei primi 4 mesi del 2010 è composto al 59 per cento da donne. E basta guardare la tabella in questa pagina che registra la suddivisione per sesso dei telespettatori di dieci programmi tra quelli di maggior successo, per accorgersi che la percentuale delle donne è sempre superiore allo share medio della trasmissione.
Tornando, a parlare di generi televisivi, per fortuna resiste ancora qualche oasi maschile. Come nei telequiz dove Gerry Scotti e Carlo Conti, Amadeus ed Enrico Papi difendono la tradizione. E va bene anche sul terreno dell’informazione, soprattutto quella più tosta, dove Vespa, Vinci, Santoro, Floris, Paragone e Telese tengono in mano le redini dei loro talk show. Ma anche qui cominciano a far breccia le virago delle hard news Milena Gabanelli, Lucia Annunziata e Ilaria D’Amico, fresca mamma, ma tempestiva a tornare in video per non trascurare la sua «creatura». Che è Exit. Poi ci sono le outsider vincenti di Sky, Paola Saluzzi e Maria Latella. Se poi si prova ad allungare lo sguardo sull’informazione più soft, è di nuovo regime femminile: Monica Setta, Silvia Toffanin, Caterina Balivo, Barbara D’Urso, Daria Bignardi... Insomma, l’avanzata è a tutto campo e non resta che rifugiarsi nei canali di cinema e nella riserva dello sport, calcio innanzitutto. Ilaria D’Amico e Paola Ferrari permettendo. Fortuna che si avvicinano i Mondiali...

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