Draghi la spunta, tramonta il super-Cicr

da Milano

Mario Draghi la spunta e dal consiglio dei ministri che ieri ha dato il via libera al decreto legislativo sul risparmio esce fortemente ridimensionato il progetto legato al super-Cicr (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio). Consob e Antitrust, che nell’impianto iniziale del decreto venivano di fatto equiparati alla Banca d’Italia, potranno infatti prender parte alle riunioni del Cicr solo su invito del ministro dell’Economia. In pratica, via Nazionale rimane l’unica autorità presente di diritto nel Comitato e dunque il solo organismo in grado di condizionarne la gestione.
Nonostante la soluzione di compromesso non corrisponda agli intenti già in passato formulati dall’allora ministro Giulio Tremonti, favorevole a trasformare il Cicr in un vero e proprio punto di coagulo fra le tre autorità di vigilanza, Tommaso Padoa-Schioppa si è comunque detto soddisfatto del risultato: «Ho discusso con il governatore della Banca d’Italia - ha spiegato ieri il ministro - e siamo giunti a una formulazione che faceva cadere alcune preoccupazioni che lui aveva espresso e altri avevano espresso nel Consiglio dei ministri, formula leggermente modificata, ma che conferma l’obiettivo» di allargare la partecipazione.
Per il resto, il decreto legislativo ricalca la bozza approdata in Cdm all’inizio di agosto. In tema di concentrazioni bancarie scompare l’atto unico previsto dalla legge, criticato sia da Bankitalia che dall’Antitrust. È prevista, invece, la valutazione di via Nazionale sulla sana e prudente gestione e dell’Autorità garante sulla concorrenza. Le decisioni dovranno essere adottate entro 60 giorni. L’Antitrust può autorizzare, su richiesta di Via Nazionale, intese in deroga ai divieti vigenti per esigenze di funzionalità del sistema dei pagamenti, oppure un’operazione riguardante gruppi bancari per esigenze di stabilità di uno o più soggetti coinvolti, anche se rafforza una posizione dominante.
Viene infine ulteriormente garantita la netta divisione funzionale tra le Authority, e in questo contesto, alla Consob vengono attribuiti i poteri regolamentari e di vigilanza, finora esercitati da Bankitalia, sui prodotti finanziari emessi dalle banche.

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