Duemila euro a permesso: truffati otto bengalesi

RACKET Gli immigrati avevano acquistato le carte da due italiani con precedenti penali

«Due italiani quarantenni, di cui uno pluripregiudicato con precedenti per truffa e spaccio, sono indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono accusati di aver procurato a otto bengalesi, e dietro il pagamento di 2000 euro a testa, falsi documenti per sanare la loro posizione come finti collaboratori domestici. I bengalesi, dopo aver scoperto che i documenti acquistati erano palesemente irregolari, con indirizzi di datori di lavoro inesistenti, hanno denunciato l’episodio a una pattuglia della polizia municipale di passaggio in piazza Durante. Ma sono stati a loro volta denunciati per immigrazione clandestina: due di loro, di 21 e 38 anni, sono stati arrestati perché non avevano rispettato un decreto di espulsione delle questure di Varese e Ancona. Oggi è atteso il processo per direttissima».
Così il vice sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato. L’episodio è accaduto l’altra sera. Dopo aver contattato la pattuglia dei vigili, i bengalesi hanno anche indicato uno dei due truffatori in un bar nei pressi di piazza Durante che è stato denunciato a piede libero e si è giustificato dicendo che il regista dell’operazione era un pluripregiudicato di 40 anni.
«La sanatoria sui collaboratori domestici - spiega De Corato - coinvolge in Italia un milione di lavoratori. Ed evidentemente risultava allettante per quei clandestini che ingenuamente si sono affidati a pregiudicati senza scrupoli rimanendo doppiamente imbrogliati. Perché la denuncia della truffa ha fatto emergere anche l’irregolarità della loro posizione. Mi auguro che con questo gesto i bengalesi non abbiano voluto accattivarsi i giudici per beneficiare di una sorta di condono della loro posizione».
Un altro clandestino, questa volta bosniaco di 25 anni è stato arrestato nel campo di Triboniano con un documento d’identità falso e risultato già espulso alla vigilia di Natale del 2008 con un provvedimento di accompagnamento alla frontiera eseguito dalla Questura di Milano oltre a precedenti per furto. «Mi auguro che il Tribunale - sottolinea De Corato - adotti misure severe, visto che chi non rispetta un ordine di espulsione è punibile anche con la reclusione fino a cinque anni. E mi auguro che non venga rilasciato a piede libero nel giro di 48 ore, come spesso accade».

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