E in Alitalia sopravvive solo la rotta tra Roma e New York

Strane disparità. I contributi governativi per sostenere la crisi Covid ad Alitalia sono (in parte) arrivati, alle altre compagnie italiane no

Strane disparità. I contributi governativi per sostenere la crisi Covid ad Alitalia sono (in parte) arrivati, alle altre compagnie italiane no. Al vettore appena nazionalizzato sono stati versati 199 milioni sui 350 promessi, mentre Neos, Blue Panorama e a Air Dolomiti stanno ancora aspettando i 130 milioni deliberati a loro favore. Parliamo di tre compagnie che, complessivamente, danno lavoro a 10mila persone e fatturano un miliardo. Sono, ovviamente, in fortissime difficoltà, anche se Neos - seconda realtà italiana - ha potuto mantenere una buona operatività e tenere in servizio tutti i suoi 800 dipendenti grazie al «business dei rimpatri», com'è stato chiamato. I 12 aerei della compagnia del gruppo Alpitour hanno effettuato in proprio 153 viaggi per il rientro di oltre 20mila connazionali bloccati dalla pandemia in luoghi lontani, più circa altrettanti coordinati dalla Farnesina. Oggi Neos è l'unica compagnia che collega direttamente Italia e Cina, due voli settimanali tra Malpensa e Nanchino. I passeggeri sono quasi tutti cinesi.

Air Dolomiti annuncia invece che sarà costretta a ridurre la flotta da 13 a 3-4 aerei e avverte di avere liquidità sufficiente solo per qualche mese; sull'attività pesa la chiusura del traffico dalla Germania agli Stati Uniti, vista la funzione di feederaggio della compagnia con sede in Italia. Tuttavia, sottolinea l'analista Antonio Bordoni, «appare stonato che una compagnia al 100% Lufthansa batta cassa al governo italiano». Andrea Giuricin, professore di economia dei trasporti, osserva come tutti gli aiuti siano concentrati verso Alitalia, quando il comparto in crisi è ben più vasto. La sola rete di aeroporti, che dà lavoro a 150 mila persone, ha perso il 70% dei passeggeri, ovvero 2miliardi di ricavi. Assaeroporti ha chiesto al governo 800 milioni.

Alitalia intanto veleggia in acque inquiete. Dopo un parto sofferto dovuto alla spartizione dei posti in cda, la newco è stata costituita con decreto, ma sarà operativa non prima della primavera. L'attività è ai minimi, - 50% i voli nazionali, -80% quelli internazionali, -98% il lungo raggio, dove resiste solo il Roma-New York. Gli aerei attivi sono meno di 50 su 104. In cassa, compresi gli aiuti governativi, un mese fa c'erano 260 milioni. Nel 2020 i ricavi saranno ridotti di 2 miliardi, la perdita stimata in 1 miliardo. Ora dev'essere varato il piano industriale che rischia di essere bocciato dalla Ue per aiuti di Stato perchè il governo prevede di versare 3 miliardi di capitale. È vero che di questi tempi tutte le compagnie si alimentano di soldi pubblici; ma il caso di Alitalia è diverso: era già fallita ben prima del Covid.

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Commenti

necken

Mer, 11/11/2020 - 13:56

quando finiremo di sprecare soldi con Alitalia, finora nessun governo sia di CDX o CSX ha avuto il coraggio di liquidarla e smantellarla una volta per tutte. Quante finanziare ci è costata finora senza contare le laute pensioni regalate agli ex dipendenti. In qualunque altro settore avessero investito i miliardi buttati x Alitalia avrebbero fatto meglio