E in Germania batosta per la Merkel

BerlinoAngela Merkel può attendere con tranquillità l'esito delle elezioni politiche a fine mese. Con tutta probabilità sarà lei a vincere la corsa per la conquista della Cancelleria. Del tutto aperta invece è la partita per il tipo di coalizione che governerà la Germania nella prossima legislatura. Potrebbe esserci una coalizione di centrodestra, la soluzione preferita dalla Merkel, ma prende quota anche la possibilità che il responso delle urne renda inevitabile una riedizione dell'attuale grande coalizione tra i due maggiori partiti, la Cdu, l'Unione cristianodemocratica, e l'Spd, i socialdemocratici. Queste le indicazioni che vengono dall'ultima tornata di elezioni regionali e comunali prima delle politiche fra quattro settimane esatte. Un test particolarmente atteso perché più di venti milioni sono stati gli elettori chiamati alle urne, quasi il 20% del corpo elettorale, e perché il test ha riguardato entrambe le metà del paese, l'ex-Germania est e l'ex-Germania occidentale.
Per il rinnovo dei Parlamenti regionali si è votato in tre länder, Sassonia e Turingia, nella ex-Ddr, e Saar, a confini con la Francia. Per le comunali si è votato nella Westfalia-Renania, il land più popoloso della Germania. Dappertutto nei länder e in molte delle città dove sono state rinnovate le amministrazioni locali, la Cdu, il partito della Cancelliera, rimane il primo partito ma ha dovuto subire perdite non irrilevanti come nella Saar e in Turingia dove non ha più la maggioranza assoluta. Perdite che alla vigilia del voto venivano date per scontate essendo la Cdu, principale partito di governo, il più esposto ai contraccolpi elettorali della crisi economica che ha investito la Germania più di altri paesi europei. In parte il calo della Cdu è stato compensato dall'avanzata dei liberali che nel complesso hanno quasi raddoppiato i voti ma per il momento è impossibile dire se i progressi dei liberali, attualmente all'opposizione, saranno sufficenti per la formazione di una coalizione di centrodestra a Berlino. Di qui l'ipotesi che Angela Merkel rimarrà, sì, Cancelliera ma ancora una volta alla guida di una grande coalizione.
A pagare un conto salato per le ricadute elettorali della crisi economica sono anche i socialdemocratici, l'altro partito della coalizione governativa, superati come principale forza di sinistra dalla Linke, il nuovo partito creato da Oskar Lafontaine che riunisce i postcomunisti della Ddr e transfughi socialdemocratici delusi dall'attuale linea centrista dell'Spd. Se c'è un vincitore del test elettorale di ieri, oltre al leader dei liberali Guido Westerwelle, questi è certamente Oskar Lafontaine, detto anche Oskar il rosso per le sue posizioni estremiste o anche l'Haider di sinistra per la demagogia con cui fa leva sui malumori degli elettori della ex-Ddr delusi dalla riunificazione e sugli elettori tedesco-occidentali colpiti dalla crisi economia. Nei due länder orientali la Linke è il secondo partito e nella Saar è in posizione determinante per il futuro governo della regione. Un test, quello di ieri, atteso anche per i risultati dell'Npd, il partito neonazista. In Sassonia è riuscito a superare lo sbarramento del 5% ma ha dimezzato i consensi.

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