E i titoli di TiMedia crescono del 20 per cento

MilanoIl cambio di proprietà de La7 ha entusiasmato Piazza Affari. Telecom Italia Media ieri, dopo non essere riuscita a fare prezzo per buona parte della seduta, ha chiuso con un rialzo-monstre del 21,8% a 0,175 euro. In un sol giorno la capitalizzazione è aumentata di oltre 40 milioni superando quota 250 milioni di euro.
La controllante Telecom Italia, infatti, ha confermato le indiscrezioni del weekend: nel cda di domani saranno valutate le «diverse opzioni strategiche» sul destino del 77,7% detenuto in TiMedia. Il gruppo Espresso dell’ingegner Carlo De Benedetti, indicato tra i potenziali acquirenti, ha smentito l’esistenza di «trattative in corso sul fronte televisivo».
Si tratta, perciò, di una smentita che conferma. Il non aver accennato ai tre multiplex di TiMedia, i pacchetti delle frequenze, significa che l’interesse del gruppo che edita la Repubblica è reale e non virtuale. Gli attivi immateriali del gruppo TiMedia nel bilancio 2011 ammontavano a circa 310 milioni ed erano rappresentati soprattutto da concessioni e frequenze. Equita sim li valuta 320 milioni di euro. Nelle simulazioni delle case d’affari si tratta di un prezzo abbastanza ragionevole non solo perché l’affitto del network (Telecom non lo usa tutta) è in grado di rendere poco meno di 100 milioni l’anno (55 milioni nel 2011 perché alcune sono rimaste «sfitte») ma perché consentirebbe di valorizzare adeguatamente anche i due multiplex dell’Espresso. Che nel bilancio 2011 sono valutati 138 milioni ma che la Borsa non vede, distratta dai business prevalenti di Repubblica, dei giornali locali e della crescente raccolta pubblicitaria su Internet.
Secondo le simulazioni, una fusione con il network di TiMedia vedrebbe l’Espresso al 33% e, in caso di apertura a investitori istituzionali, si potrebbe anche lucrare sulla nuova realtà. In caso contrario 300 milioni non sarebbero un problema per l’Ingegnere sia perché la sua holding Cir (che controlla il gruppo Espresso) siede su una liquidità di circa 500 milioni dei quali 140 in pancia alla stessa Repubblica sia perché il figlio Rodolfo, numero uno di Cir, avrebbe meno remore nell’acquisire un business capace di generare profitti.
Il discorso è diverso per La7 e il 51% di Mtv Italia le due televisioni di TiMedia. Questo ramo d’azienda è stato valutato da Equita 190 milioni di euro con un premio di poco superiore ai ricavi pubblicitari attesi quest’anno. Le «star» di rete come Mentana, Crozza e Gruber, gli eventi come lo show Fazio-Saviano e pure le produzioni di nicchia (come I soliti idioti su Mtv) attirano investitori. Ma le produzioni costano e il gruppo Espresso nel 2011 per i suoi canali ha investito solo 7 milioni. Oltretutto dovrebbe accollarsi un organico di circa 500 dipendenti di La7 (giornalisti inclusi) e di 170 persone a Mtv. Discorso diverso per la Cairo Communication di Urbano Cairo, attuale concessionario della pubblicità sulle tv di Telecom. Un acquisto in partnership sarebbe fattibile e aprirebbe al suo gruppo editoriale un nuovo orizzonte. In entrambi i casi a guadagnarci è Telecom Italia che si avvicinerebbe sempre più all’obiettivo di riduzione del debito a 27,5 miliardi atteso quest’anno.

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