E il monaco sbagliò i calcoli sul Natale

Tra tanti meriti e scoperte anche qualche errore

E il monaco sbagliò i calcoli sul Natale

Tra tanti meriti e scoperte anche qualche errore. Dionigi il piccolo (ci teneva a essere chiamato così per distinguersi modestamente da grandi santi come Dionigi l'Aeropagita) era un monaco vissuto a Roma intorno al VI secolo dopo Cristo. Esperto di matematica e di Sacre Scritture ricevette dal Papa l'incarico di studiare un metodo per fissare la data della Pasqua. Durante i suoi studi iniziò a pensare che i calendari di allora dovevano essere riformati perché trascuravano l'evento centrale della vita della Chiesa: la nascita di Gesù. Le datazioni in voga prendevano il via dalla creazione del mondo secondo quanto ricostruibile dall'Antico Testamento, dalla fondazione di Roma, o, secondo tradizione, dall'inizio dell'impero di Diocleziano.

Partendo da un versetto del Vangelo di Luca in cui si dice che Giovanni Battista iniziò la sua predicazione «l'anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare» e che Gesù fu battezzato da Giovanni quando aveva circa 30 anni, fissò la sua nascita nell'anno 754 dalla fondazione di Roma, corrispondente al primo anno dell'era cristiana.

Non tutto filava liscio nel ragionamento. Un primo problema era che, come tutti gli uomini del suo tempo Dionigi non conosceva lo zero (che verrà introdotto più tardi dai matematici arabi). La sua datazione passa dunque dal 31 dicembre dell'anno 1 avanti Cristo, al primo gennaio dell'anno 1 dopo Cristo. Un'altra questione rilevante è, invece, storica. Gli studiosi moderni fissano con una certa sicurezza la morte di Erode il Grande (è lui a ordinare la strage degli innocenti per uccidere Gesù in culla) al 4 avanti Cristo. Partendo da questo dato ipotizzano che la nascita del Salvatore risalga dunque al 5 avanti Cristo o al 4 stesso. Comunque sia, la proposta di Dionigi finì per essere imposta da Carlo Magno in tutto il suo impero. E da lì è arrivata fino a oggi.